• Articolo , 4 gennaio 2008
  • Un decollo emozionante, grazie 2007

  • Si è concluso il 2007. Sicuramente l’anno più difficile, a livello ambientale, mai vissuto dal nostro pianeta. Ma il 2007 è stato anche il primo anno di vita del nostro quotidiano Rinnovabili.it. Un anno vissuto dall’intera redazione con emozione e con grande impegno, un po’ come accade quando arriva il fatidico giorno del decollo inagurale […]

Si è concluso il 2007. Sicuramente l’anno più difficile, a livello ambientale, mai vissuto dal nostro pianeta.
Ma il 2007 è stato anche il primo anno di vita del nostro quotidiano Rinnovabili.it.
Un anno vissuto dall’intera redazione con emozione e con grande impegno, un po’ come accade quando arriva il fatidico giorno del decollo inagurale di un prototipo di velivolo: nonostante gli studi e le decine di simulazioni, solo quando i pneumatici del carrello staccano da terra si ha la certezza del buon lavoro svolto, e della fortuna che il prodotto potrà avere in futuro.
E così è stato per noi.
Solo il crescente consenso dei nostri lettori, che con affetto e molta attenzione ci hanno seguito fin dall’inizio sempre più numerosi, ci ha dato la certezza che la strada intrapresa era giusta e che il nostro ambizioso progetto editoriale sarebbe stato attuato nel giro di poco tempo. E così è stato.
Abbiamo superato le nostre più ottimistiche previsioni conquistando una posizione, indiscutibile e certa, di autorevole organo informativo nel delicato settore del risparmio energetico e delle energie da fonte rinnovabile.
E tutto questo è avvenuto, come accennato, in mesi dove le politiche ambientali e gli eventi ad esse collegati sono state quotidianamente in testa alle cronache mondiali.
Come conferma, ad esempio, il recente rapporto del National Geographic “la salute della terra” i margini di intervento sono sempre più ridotti ed i tempi per individuare ed attuare delle contromisure sempre più limitati. Ma ancora una volta la leadership politica del pianeta sembra non possedere la capacità di capire le emergenze e le priorità che oggi appaiono condivise, finalmente, dalla totalità della comunità scientifica mondiale; si prende ancora tempo, gli indirizzi delle politiche locali prevalgono ancora sulle esigenze planetarie, le uniche decisioni in eventi macroscopici come la Conferenza di Bali sono di affrontare il dopo Kyoto rimandando tutto di dodici mesi.
Anche il WWF, con le sue consuete classifiche annuali, definisce molto delicata la situazione, ma segna un’inversione di tendenza, in Italia, su alcuni aspetti, come la politica alla tutela territoriale, la valorizzazione del biologico, la certificazione ambientale e le etichette energetiche degli edifici. La sensazione è che la consapevolezza dei problemi stia lentamente lievitando a tutti i livelli sociali ed in ogni regione del nostro maltrattato pianeta. Ma con quali tempi? Anche la neonata legge finanziaria 2008, definita da Angelo Monelli, capogruppo dei Verdi alla Camera, “la finanziaria più ecologica della storia repubblicana” appare già inadeguata ad arginare la situazione drammatica delle emissioni del nostro paese. Stiamo inevitabilmente entrando nella fase più cruciale di questa grande guerra “per il diritto al futuro”, sicuramente quella più cruenta e vasta che il genere umano abbia mai vissuto, dove ognuno di noi non potrà più nascondersi dietro un dito perché le possibilità di un successo saranno solo dipendenti da un impegno personale, e di tutti.
In questo quadro credo che la nostra missione, seppur modesta, di informatori nel più strategico settore per la sopravvivenza del genere umano sia condivisibile e necessaria.
Un grande ringraziamento ai nostri numerosi lettori ed un augurio per un anno di pace e di ottimismo.