• Articolo , 21 febbraio 2011
  • Un e-charger in fibre di juta per l’eco-bolide che viene dalle patate

  • Al seminario sulle bioplastiche di Valencia sarà presente anche una nuova stazione di ricarica per veicoli elettrici a base di biomateriali

(Rinnovabili.it) – Forse qualcuno ricorderà “WorldFirst F3”:http://www.rinnovabili.it/worldfirst-f3-unauto-da-mangiare l’auto da corsa messa a punto dal centro di ricerca inglese dell’Università di Warwick, un vero e proprio veicolo bio in cui patate, soia, carote e cioccolata hanno contribuito attivamente a pelle e anima del veicolo. Ebbene, il bolide ‘vegetale’ tornerà a mettersi in mostra a Valencia dal 7 all’8 marzo per il Quarto Convegno Internazionale sui Biopolimeri e con l’occasione avrà un compagno d’eccezione con cui dividere lo stand: la stazione di ricarica per auto elettriche in juta.
Dietro il progetto è l’Istituto Tecnologico spagnolo Aimplas, organizzatore anche dell’evento, che ha collaborato con l’azienda CPD – Car Parts Design GmbH per lo sviluppo di questo charger point in cui la componente elettronica è ben custodita all’interno di una scocca ottenuta dalla lavorazione delle fibre di juta.
La bio-stazione è parte integrante del “proyecto Biocar” finanziato dal Ministero dell’Industria, del Commercio e l’Innovazione spagnolo e dedicato alla sperimentazione delle bioplastiche nel settore automobilistico. E la due giorni di Valencia sarà anche l’occasione giusta per dare uno sguardo a quanto c’è di nuovo sul fronte biomateriali attraverso stand e incontri che verteranno su 6 aree chiave: materie prime, processi di trasformazione, progetti, R&S, legislazione, aspetti economici e storie di successo.