• Articolo , 14 dicembre 2010
  • Un nuovo atlante per mappare il futuro ambientale dell’America Latina

  • On line il nuovo strumento dell’Unep per evidenziare i problemi più acuti che affliggono la regione: urbanizzazione sconsiderata, cambiamenti climatici, deforestazione, cambiamenti di uso del suolo, perdita di biodiversità e il degrado delle zone costiere

(Rinnovabili.it) – Oltre duecento immagini satellitari ad alta risoluzione fotografano la situazione ambientale dell’America Latina e dei Caraibi, racchiudendo di scatto in scatto i visibili effetti del surriscaldamento globale e della mano dell’uomo su un territorio così prezioso e, nello stesso tempo, fragile. Oltre duecento immagini, mappe e grafici che documentano il cambiamento sociale e ambientale di una regione e costituiscono il cuore di “Latin America and the Caribbean – Atlas of our changing environment”:http://www.cathalac.org/lac_atlas/, nuovo strumento dell’United Nations Environment Programme (UNEP). Dalla deforestazione in Guatemala agli effetti dell’industria mineraria in Colombia, l’atlante evidenzia in maniera chiara e intuitiva le questioni più pressanti a livello ambientale in America Latina e nei Caraibi, puntando i riflettori sulla ricchezza di ecosistemi, specie e paesaggi.
E gli effetti dei cambiamenti climatici in atto si rivelano facilmente nelle pagine virtuali del nuovo atlante, primo tentativo nel suo genere ad analizzare gli stravolgimenti determinati dagli attuali modelli di sviluppo economico. A parlare sono direttamente le immagini: i ghiacciai della Patagonia cilena e argentina che lottano contro il disgelo, l’incessante deforestazione che colpisce paesi come Brasile, Bolivia, Messico e Guatemala, l’impatto delle attività estrattive in Colombia e Perù, l’urbanizzazione che spesso ha avuto luogo senza una pianificazione adeguata, in luoghi come l’Area Metropolitana di San José (Costa Rica) e di San Salvador (El Salvador).
Queste e altre foto virtuali, accanto ad una rigorosa analisi dei dati, hanno dato modo all’Unep di sviluppare uno strumento indispensabile per formulare le future politiche pubbliche necessarie a conseguire uno sviluppo più sostenibile nella regione.

*I principali risultati emersi dall’Atlante*

• *Urbanizzazione:* L’assenza di una corretta pianificazione del territorio urbano ha creato grossi problemi. Le città dell’America Latina sono le più compatte al mondo, costituendo una sfida su questioni importanti come la gestione dei rifiuti e il trattamento delle acque reflue.
• *Degrado del suolo:* Anche se la regione ha ancora aree di vegetazione lussureggianti e ospita una delle più importanti riserve del mondo di biocapacità, il degrado del territorio è evidente in tutto il continente. La desertificazione colpisce attualmente oltre 600 milioni di ettari di territorio.
• *Profondi cambiamenti nel settore agricolo:* I terreni ad uso agricolo sono aumentati a un tasso dello 0,13% l’anno tra il 2003 e il 2005, causando la perdita di foreste e di altri habitat. Questo cambiamento è stato accompagnato da un altro ancor più profondo: le principali colture alimentari come le patate, la manioca, il riso e il grano sono diminuite su base pro capite, mentre si è registrato un aumento delle colture utilizzate per l’industria dei biocarburanti e degli alimenti per animali.
• *Settore Minerario:* A livello mondiale l’America Latina è la regione che dedica la quota maggiore del proprio budget (23%) all’esplorazione da parte delle imprese minerarie. Oltre 10 miliardi di dollari vengono investiti ogni anno in questo genere di attività.
• *Foreste:* La deforestazione è molto diffusa e, in alcuni luoghi, particolarmente aggressiva. Secondo la FAO, l’America Latina e i Caraibi hanno dovuto dire addio a circa 43.500 km2 di foreste all’anno tra il 2000 e il 2005. Ciò corrisponde a una perdita annuale superiore alla superficie dell’intera Svizzera.
• *Calamità naturali:* Il numero di persone colpite da inondazioni, siccità e altri eventi idro-meteorologici è aumentata nella regione a partire dall’anno 2000. Tra il 1995 e il 2006, circa 20 milioni di persone sono state colpite da tali eventi – in particolare da uragani.
• *Ghiacciai:* Secondo il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), la maggior parte dei ghiacciai tropicali della regione si scioglierà tra il 2020 e il 2030.