• Articolo , 5 maggio 2011
  • Un vetro super efficiente? Arriva dallo spazio

  • Che cosa hanno in comune la lavorazione del vetro e l’esplorazione dello spazio? La speciale tecnologia firmata ESA per misurare gli atomi di ossigeno al di fuori dei veicoli spaziali e ora utilizzata per produrre finestre ad alto risparmio energetico

(Rinnovabili.it) – Con le grandi vetrate divenute negli ultimi anni l’elemento distintivo dell’architettura moderna, è sempre più importante migliorare le caratteristiche isolanti del vetro. Le finestre devono essere in grado di proteggere gli interni contro la perdita di calore durante la stagione fredda e contro il surriscaldamento nelle calde giornate estive”Utilizzando la tecnologia dei sensori spaziali questo è stato possibile”, ha spiegato Frank Hammer, membro fondatore della società tedesca ESCUBE.
Tutto è iniziato nel 1993, quando “l’Agenzia spaziale europea”:http://www.esa.int/ (ESA) chiese all’Università di Stoccarda di sviluppare dei sensori ceramici per misurare i livelli di ossigeno atomico nella fase di rientro dei veicoli spaziali, per monitorare l’effetto di erosione e di degrado delle superfici ottiche. Oggi, il sensore è montato all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale e utilizzato in una fabbrica di vetro. Attraverso MST Aerospace, il broker tecnologico tedesco del Programma di Trasferimento Tecnologico dell’ESA, sono stati stabiliti contatti con un’azienda produttrice. “Nell’industria del vetro la tecnologia è utilizzata per controllare il processo industriale di rivestimento in maniera tale da ottenere un miglioramento delle caratteristiche di isolamento”.

Pietro da Hennes di iSATT, società partner di ESCUBE, ha aggiunto “Attraverso il sensore è oggi possibile offrire nuovi tipi di vetro; la loro superficie non solo tiene conto di criteri economici ed ecologici, ma è anche in grado di soddisfare a pieno criteri estetici e di risparmio energetico”. “Con il nuovo rivestimento il coefficiente di scambio termico complessivo è stato ridotto a circa un terzo rispetto a quello del 1980, pur mantenendo la trasmissione dei raggi luminosi all’80%. La luce vi passa attraverso al pari di ciò che avviene in un vetro standard, ma la perdita di calore durante l’inverno e il guadagno di calore durante l’estate sono stati ridotti in modo significativo”.