• Articolo , 20 maggio 2009
  • Una centrale nucleare in Puglia il Consiglio regionale vota no

  • “Interpretando i sentimenti più veri degli uomini e delle donne della Puglia, il consiglio regionale esprime il proprio no, fermo e determinato, a qualunque ipotesi di installare nella nostra regione una centrale nucleare o un sito per le smaltimento delle scorie radioattive”. Con l´approvazione di questo ordine del giorno del Pd, la Puglia ha chiuso […]

“Interpretando i sentimenti più veri degli uomini e delle donne della Puglia, il consiglio regionale esprime il proprio no, fermo e determinato, a qualunque ipotesi di installare nella nostra regione una centrale nucleare o un sito per le smaltimento delle scorie radioattive”.
Con l´approvazione di questo ordine del giorno del Pd, la Puglia ha chiuso le porte al progetto atomico di Berlusconi. Ma la battaglia contro la centrale nucleare che il governo vorrebbe realizzare nel Grande Salento (Carovigno, Avetrana e Nardò le aree più a rischio) ha spaccato il consiglio regionale. E quando il presidente Vendola ha preso la parola per aprire il dibattito con il suo “vade retro”, il centrodestra ha abbandonato l´aula. L´Aventino era stato programmato a tavolino già nei giorni scorsi. Ma i capogruppo dell´opposizione ieri hanno motivato il loro gesto come un segno di protesta, una reazione spontanea contro il presidente della giunta.
Reo – secondo il centrodestra – di aver aperto il dibattito, nonostante a parlare si fosse prenotato prima di lui, il leader del Pdl pugliese, Rocco Palese. «La destra – ha esordito Vendola, mentre i consiglieri di opposizione abbandonavano l´aula – ancora una volta dimostra di non avere il coraggio necessario per affrontare questo tema così delicato». E tra le urla e le proteste di alcuni consiglieri dell´opposizione il presidente ha rimarcato la linea della Regione contro il nucleare. «La Puglia vuole essere la regione dell´energia dolce – ha sottolineato il governatore – il nostro no al nucleare, consapevole e maturato dopo anni di lotte rabbiose, è in realtà un si alle fonti rinnovabili».
Troppe e troppo gravi, secondo il governatore, sarebbero le ripercussioni che una centrale atomica potrebbe avere sul territorio pugliese, che già fa registrare livelli di inquinamento tra i più alti d´Italia: «Per questa e altre ragioni la Puglia si considera un territorio off limits per il nucleare – ha ribadito con forza Vendola – la nostra sarà una rivolta di popolo contro le centrali atomiche e contro chi considera la Puglia un sito adatto per ospitarle», ha concluso il governatore sventolando una pagina del quotidiano Libero con un´intervista a Raffaele Fitto che, lo scorso settembre, “si dichiarava pronto ad accogliere un impianto nucleare in Puglia”.
In campagna elettorale il ministro di Maglie non ripeterebbe più quelle affermazioni. Anche i suoi uomini in consiglio regionale non si schierano apertamente né per il si né per il no, ma optano per il “silenzio assenso”. «Nel piano energetico regionale e in un ordine del giorno approvato nel 1985 – ha sottolineato Palese – il consiglio regionale si è già espresso contro il nucleare. Noi non abbiamo mai chiesto di modificare questi provvedimenti.
Il presidente Vendola farebbe bene a sottoporli alla conferenza Stato-Regioni e motivare, con questi atti, più che con gli slogan elettorali, il no della Puglia al nucleare». Nel frattempo il Pd pugliese si sta organizzando alla grande manifestazione anti nuclearista di Ostuni. L´iniziativa, già programmata per il 25 maggio si svolgerà nel pomeriggio del 28 alla presenza di Angela Finocchiaro.
(Paolo Russo)