• Articolo , 23 dicembre 2008
  • Una mobilità sostenibile all’italiana

  • Eurmobility fa il punto della situazione 2007 prendendo in considerazione le principali 50 città italiane e fornendo una graduatoria sulla base del grado di sostenibilità ambientale del loro sistema di mobilità urbana

Un’Italia ancora alla ricerca della mobilità sostenibile. Con queste parole Carlo Iacovini, Presidente Un’Italia ancora alla ricerca della mobilità sostenibile. Con queste parole Carlo Iacovini, Presidente Euromobility, introduce “La mobilità sostenibile in Italia”, l’indagine svolta sulle principali 50 città italiane con il contributo di Assogasliquidi ed il Consorzio Ecogasil in veste di partner. Quello che emerge è un quadro disomogeneo e indice di uno stato di salute urbano ancora lontano dalla piena sufficienza, a cominciare dal tasso di motorizzazione che con 62 veicoli ogni 100 abitanti si attesta come il più alto d’Europa. L’indagine ha tenuto conto dei vari aspetti che riguardano la mobilità urbana ed ha così incoronato Parma come eco-regina mobilità sostenibile, complici bike-sharing, domeniche ecologiche e un servizio pubblico efficiente, seguita da Bologna, Firenze e Venezia, quinta Padova, al sesto posto Torino. In top ten anche Modena e Ferrara, mentre il sud arranca: solo la Puglia riesce a ottenere un posto tra i primi dieci grazie a Bari, in settima posizione, mentre a segnare il fondo della classifica sono Taranto, L’Aquila e Campobasso. Di seguito riportiamo qualche dato significativo:

*Trasporto collettivo e del car sharing:* In oltre il 60% delle città esistono misure a favore del car-sharing, un trend in ascesa che conta ad oggi un numero totale di utenti (1.000 in più rispetto ai 9.231 del 2006) ed un numero di parcheggi (230 in confronto ai 202 del 2006) in continua espansione. In linea generale i servizi di trasporto collettivo sono più diffusi nel Nord Italia, Firenze in testa, mentre al Sud si registrano solo le iniziative di Potenza e Foggia per quanto riguarda il car pooling. Interessanti anche alcune misure “personalizzate” come il servizio “Park&Ride” di Bari (che permette di lasciare l’auto di proprietà in un parcheggio custodito e utilizzare gratuitamente un bus navetta per il centro) o l’estensione della validità (24 ore e su tutta la rete) del biglietto bus orario, durante le giornate di blocco del traffico a Ferrara.

*Mobility management:* l’80% delle città oggetto di studio hanno promosso tale settore di attività il cui obiettivo è sviluppare ed implementare strategie volte ad assicurare il trasporto delle persone e delle merci in modo efficiente, con riguardo a scopi sociali, ambientali e di risparmio energetico. Tuttavia l’adozione della figura del Mobility Manager, in recepimento del DM del 27/03/1998, avviene con modalità differenti, tramite istituzione di un ufficio di area a livello provinciale come nel caso di Bergamo, Ferrara e Rimini o l’affidamento ad agenzie esterne (vedi l’AMA per Milano, INFOMOBILITY per Parma e l’ATAC per Roma). Particolari la realtà torinese in cui è stato realizzato ufficio d’area provinciale, il “Mobility Manager di Area di zona di Piano” con il compito di promuovere e coordinare i mobility manager di area e aziendali dei Comuni o L’ufficio del Mobility Manager d’Area industriale creato della cooperativa consortile CONSER che, senza scopo di lucro, si occupa di promuovere ed erogare servizi centralizzati di area industriale a vantaggio dei soci e delle aziende operanti nel 1° Macrolotto di Prato.

*Eco-incentivi per i veicoli elettrici:* solo il 44% dei Comuni città ha erogato incentivi per favorire l’acquisto di veicoli elettrici a 2/4 ruote o di biciclette a pedalata assistita e paradossalmente solo il 18% ha provveduto ad installare punti di ricarica. Da questo punto di vista si distingue Firenze con oltre 100 colonnine di ricarica, seguita da Roma con le attuali 32 e 60 in progettazione. Male Milano, Parma e Bari con un solo punto di ricarica.

*Iniziative per la Mobilità sostenibile:* Se si escludono i casi di Trieste, Latina, Perugia, L’Aquila, Salerno, Giugliano in Campania, Reggio Calabria e Cagliari, dove non c’è traccia di iniziative comunali a favore della mobilità sostenibile nelle altre città dell’indagine hanno riscosso un gran successo eventi come la “Domenica ecologica” (38 città) o la “Giornata senz’auto” (27 città). Vanno tenute in conto anche iniziative locali di diverso genere come i progetti “Pedibus” e “Vado a scuola con gli amici”, in cui si incentivata la realizzazione di gruppi di bambini che raggiungono insieme le scuole a piedi e in bicicletta e su percorsi sicuri o la “European mobility week”, il “Trofeo Tartaruga” e il “Ruotati day”.

*Trasporto pubblico*: tutte le città su cui si è potuto indagare (46 in totale, mancano all’appello Ancona, Taranto, Palermo, Messina) sono dotate di una rete di autobus più o meno estesa, la migliore offerta si registra a Milano (in testa per i chilometri di corsie preferenziali), Aosta (la città con i valori più alti in termini di capillarità della rete) Bologna, Genova e Parma, la peggiore, invece, a Siracusa, Latina e Roma.

*Mobilità e Impatto ambientale:* Aumenta la percentuale (3,6%) di mezzi a gpl e metano nelle 50 città considerate rispetto allo scorso anno raggiungendo circa il 5% a livello provinciale rispetto al parco auto totale. I valori più alti a Ravenna, Reggio Emilia, Ferrara e Forlì dove si supera il 10%, mentre fanalino di coda Trieste, Aosta e Monza che non raggiunge nemmeno il punto percentuale. Viceversa a dominare la classifica dei veicoli più inquinanti è Napoli per la presenza del maggior numero di veicoli “Euro 0”, seguita da Catania e da Giugliano in Campania, completamenti opposti ad Aosta città con il minor numero di veicoli appartenenti a tale standard emissivo. In materia di tasso di motorizzazione le meno virtuose risultano Latina con il 72,9%, Potenza con poco più del 70% e Roma con poco meno di 70 auto ogni 100 abitanti, bene invece Genova e Venezia.