• Articolo , 14 gennaio 2011
  • Una nuova Arca per i futuri disastri climatici

  • Può una cupola galleggiante in grado di ospitare fino a 10.000 persone e realizzata secondo i dettami dell’edilizia sostenibile essere un modello per la vita nel futuro? L’Architetto russo Alexander Remizov pensa di sì

(Rinnovabili.it) – Il riscaldamento globale rischia di far scomparire in un futuro prossimo coste e isole, comprese famose mete turistiche come le Maldive. E mentre i grandi della Terra sono bloccati in negoziati apparentemente inconcludenti per arrestare il climate change c’è chi mette sul tavolo, o meglio su carta, il proprio progetto post catastrofe climatica. E’ il caso dell’architetto russo del gruppo Remistudio che con l’assistenza dell’Unione internazionale del programma “Architecture for Disaster Relief” ha disegnato una versione moderna dell’arca di Noè, dove le stalle per gli animali lasciano il posto a tecnologiche e sostenibili stanze d’albergo. Sì, perché *ARK* è il concept di un futuristico eco-hotel che potrebbe essere costruito in pochi mesi indifferentemente dalla destinazione finale, sia questo un terreno a rischio sismico che un’ampia distesa oceanica, e sfidare qualsiasi biblico diluvio, spiega il designer. Apparentemente simile al guscio di una conchiglia ARK dovrebbe poter vantare un tempo di realizzazione relativamente breve. “Sezioni prefabbricate potrebbero essere messe insieme in tre o quattro mesi”, mantenendo una certa solidità strutturale grazie alla solidità del suo esoscheletro: archi in legno, funi in acciaio e una pelle di etile tetrafluoroetilene (ETFE). I profili metallici svolgono l’ulteriore ruolo di collettori solari per il riscaldamento dell’acqua e di grondaie per la raccolta di acqua piovana.
La struttura avrebbe un’area di 14.000 metri quadrati di superficie abitabile e, a seconda della scala di realizzazione, essere in grado di ospitare da 50 a 10.000 persone ma con un costo paragonabile a quello degli attuali edifici “verdi”. “Elementi poco pesanti, come la pellicola di rivestimento, un design leggero appositamente studiato, la mancanza di materiali di isolamento a causa della presenza della zona cuscinetto, ridurrebbe il peso della struttura, rendendo più economica la costruzione”. Ma soprattutto ARK è stata immaginata completamente autosufficiente grazie a moduli fotovoltaici trasparenti disposti superficilmante e ad un nuovo sistema di generatori eolici che corre attraverso il centro dell’edificio. “La forma a cupola promuove la formazione di turbolenze d’aria, rafforzando quindi il lavoro dei dispositivi eolici”, ha spiegato Remizov. “All’interno invece promuove l’accumulo di aria calda nella parte superiore”, da trasformare in altri tipi di energia o da raccogliere negli accumulatori termici. Una particolare carena a nido d’ape permetterebbe all’eco-hotel di galleggiare e nel contempo di sfruttare in maniera attiva l’energia termica dell’acqua, ospitando il cuore energetico dell’intero progetto. Sul fondo dell’Arca sono stati disegnati gli spazi riservati agli accumulatori elettrici e di idrogeno e un impianto a tre livelli per lo stoccaggio dell’energia termica.