• Articolo , 14 ottobre 2009
  • Uncem: indagine conoscitiva su rinnovabili per stringere su Kyoto

  • L’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani propone misure a costo zero per lo Stato centrale che consentirebbero agli enti locali montani di compensare i pesanti tagli imposti

(Rinnovabili.it) – La voce ‘sostenibilità’ è stata fin dall’inizio nel dizionario dell’Uncem, l’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, impegnata a far emergere le potenzialità del territorio ed a promuoverne lo sviluppo sotto tutti i profili. Un compito che richiede i giusti strumenti da parte della cornice politica ma su cui, per l’associazione, prevalgono innanzitutto “misure a costo zero” per lo Stato centrale. “Capovolgiamo l’approccio non chiedendo soldi ma misure che permettano alle autonomie locali delle aree montane di reinvestire sul territorio i proventi delle proprie risorse”, ha dichiarato il Presidente dell’Unione Enrico Borghi, nel giorno in cui l’Uncem è stata chiamata a riferire sui documenti di bilancio 2010-2012.
Le richieste sottoposte alle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, ripercorrono gli stessi obiettivi prefissati dall’Italia con la firma del Protocollo di Kyoto. “Proponiamo l’istituzione di un registro nazionale dei serbatoi di carbonio, – continua Borghi – l’incentivazione dei crediti di prossimità e l’avvio di un’indagine conoscitiva sul settore della produzione di energie rinnovabili e idroelettriche in particolare, con l’obiettivo di far emergere di fronte alla pubblica opinione e ai decisori la realtà, eliminare sacche di evasione ed elusione fiscale a danno dello Stato e degli Enti Locali e realizzare un’equa ripartizione dei redditi di filiera con il riconoscimento della quota dovuta alla montagna come produttore della risorsa acqua per l’intera collettività nazionale”.
Misure che come sottolinea il Presidente dell’Unione non necessiterebbero di ulteriori stanziamenti aggiuntivi consentendo nel contempo agli enti locali montani di compensare i pesanti tagli imposti dal livello centrale. “Riconoscere una quota parte di quanto prodotto ai territori fornitori è una questione di volontà politica e a questa Uncem intende richiamare Governo e Parlamento”.