• Articolo , 6 ottobre 2009
  • UNECE: entra in vigore il registro degli inquinanti

  • I paesi firmatari del protocollo dovranno dichiarare i tassi di inquinamento delle proprie imprese in un registro, messo a disposizione dei cittadini nel segno della trasparenza informativa

(Rinnovabili.it) – L’8 ottobre 2009 è la data dell’entrata in vigore del nuovo “Protocollo”:http://www.unece.org/press/pr2009/09env_p23e.htm elaborato dalla UNECE (United Nations Economic Commission for Europe), che consentirà di individuare i maggiori inquinatori delle comunità d’Europa.
I sedici Paesi che nell’atto ufficiale ratificheranno il protocollo sui registri delle emissioni, sono destinati a crescere entro la fine di quest’anno, fino ad un numero di venti.
Gli Stati, dovranno tornare ad impegnarsi, e anche più di prima, sulla scia dei dettami che la Convenzione di Aharus nel maggio 2003 in Ucraina, aveva già declamato.
Anche il Segretario esecutivo della Commissione economica delle Nazioni Unite per l’Europa ha visto questo accordo come “uno strumento fondamentale per i cittadini e le autorità pubbliche per misurare e combattere l’inquinamento ambientale. Il protocollo, che riguarda le emissioni di gas a effetto serra più importanti, in tal modo contribuire agli sforzi UNECE per mitigare i cambiamenti climatici nella nostra regione”.
Gli Stati saranno obbligati ad esporre, per mezzo di una relazione annuale, un registro sulle proprie emissioni e sugli impatti ambientali, includendovi 86 inquinanti oltre ai gas ad effetto serra, la diossina e i metalli pesanti.
La raccolta dei risultati, che verrà poi inserita in un registro pubblico accessibile su Internet, rappresenta anche un modo per meglio controllare il traffico internazionale del trasporto dei rifiuti pericolosi, visto che, le imprese coinvolte, dovranno in aggiunta specificare il nome e l’indirizzo del destinatario dei rifiuti RSU.
Le piccole e medie imprese, come anche quelle aziende coinvolte in settori minori, potranno comunque accedere all’uso dei registri internazionali per dichiarare le proprie emissioni, considerato che, nelle organizzazioni in cui “l’elenco” è già in uso da tempo, si è rilevato un discreto miglioramneto nell’approccio all’ambiente e alla comunicazione con cittadini e portatori di interesse.