• Articolo , 21 febbraio 2008
  • Unep: è ora di incentivare la “green economy”

  • All’apertura del Forum di Monaco è stato presentato il quarto rapporto del Programma dell’Onu per l’Ambiente. Illustrate nel dettaglio sia le grandi minacce ambientali incombenti, come i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità e la sfida di sfamare una popolazione mondiale in continuo aumento, che i vari problemi ancora irrisolti

E’ partita la decima sessione straordinaria dell’Unep/Forum ministeriale, avviata per discutere alla presenza di ministri, uomini d’affari, sindacalisti e rappresentanti di società civile, il finanziamento delle politiche climatiche nazionali ed il rafforzamento della governance ambientale internazionale. I cento ministri si pronunceranno inoltre sull’ultimo rapporto del programma ambientale delle Nazioni Unite (Unep) sullo stato dell’ambiente mondiale (Global Environment Outlook, GEO-4). La relazione, presentata in apertura dei lavori, ha messo in luce un quadro poco edificante: secondo l’Unep esistono ancora troppi ostacoli contro lo sviluppo e la diffusione in tempi rapidi di un nuovo modello di economia “verde”, e primo fra tutti un regime tariffario che rende le tecnologie “pulite” più costose di quelle tradizionali. A questo va aggiunto un diffuso sistema di sovvenzione statale ancora a favore dei combustibili fossili e la reticenza da parte degli istituti di credito a concedere finanziamenti per lo sviluppo di energie rinnovabili alle comunità più povere. “La sfida per i ministri riuniti a Monaco è creare un paesaggio di investimenti attraente, creativo ed equo che ricompensi chi è pronto a investire oggi nell’economia del futuro – ha detto Achim Steiner, sottosegretario generale e direttore esecutivo dell’Unep – Se gli esseri umani sono capaci di andare sulla Luna, mandare sottomarini nell’Artico, perfezionare trapianti di fegato o di cuore, decifrare i misteri del genoma umano e concepire minuscole nano-macchine, deve essere possibile gestire una transizione verso una società con minime emissioni di carbonio”.