• Articolo , 1 settembre 2008
  • UNEP: meno sovvenzioni ai combustibili fossili per ridurre l’inquinamento

  • Il rapporto “Reforming energy subsidies: Opportunities to contribute to the climate change” dimostra che l´eliminazione delle sovvenzioni alle energie fossili sia un fattore chiave per ridurre i gas serra

Secondo un nuovo rapporto dell’UNEP tagliare le sovvenzioni ai combustibili fossili potrebbe svolgere un ruolo importante nella riduzione dei gas a effetto serra e dare un piccolo, ma non trascurabile, impulso per l’economia globale. La relazione sfida l’opinione ampiamente diffusa che di tali sovvenzioni ne beneficino i poveri, avvalorando la tesi che molti di questi sistemi di sostegno dei prezzi privilegiano le classi superiori della società piuttosto che quelle a basso reddito. E vero, infatti, che mentre si tenta di portare avanti la battaglia contro le fonti energetiche fossili, in Paesi come Russia, Cina, Arabia cifre esorbitanti sono ancora dirottate a loro favore. Il rapporto calcola che a livello mondiale ogni anno circa 300 miliardi di dollari (lo 0,7% del PIL mondiale) viene destinato a sovvenzioni energetiche, per lo più per abbassare o ridurre artificialmente il prezzo reale di petrolio, carbone e gas o l´elettricità prodotta con combustibili fossili. Secondo lo studio annullare tali sovvenzioni potrebbe ridurre le emissioni di gas serra del 6% l’anno, contribuendo nel contempo 0,1% al Prodotto Interno Lordo mondiale. Il direttore dell´UNEP e vice-segretario dell´ONU, Achim Steiner, ha evidenziato che: “Alla fine, molte sovvenzioni alle energie fossili nascono per ragioni politiche e servono a sostenere e perpetuare delle inefficienze all´interno dell´economia mondiale, fanno parte a pieno titolo dei fallimenti del mercato, come il cambiamento climatico. Restano meno di 500 giorni prima dell´importante conferenza sul clima di Copenaghen a fine 2009. I governi dovrebbero riesaminare le loro sovvenzioni energetiche e sopprimere quelle che sono inefficaci e pregiudizievoli per le risorse limitate. Questo ritarda l´introduzione delle energie rinnovabili o di altre forme efficaci di produzione di energia, erigendo diverse barriere per i trasporti pubblici e fino al risparmio energetico”.