• Articolo , 21 gennaio 2008
  • Usa, “Grande Piano”: 40 min di sole danno un anno di elettricità

  • Una rivista americana ha elaborato un piano per ottenere il 69% dell’elettricità dal sole. E a costi competitivi con quelli attuali

L’energia che arriva dal Sole in 40 minuti sarebbe sufficiente a coprire il consumo elettrico statunitense per un anno. A sostenerlo è la rivista Scientific American, con la presentazione del suo “grande piano solare”. Il piano proposto permetterebbe di ottenere fino al 69% dell’energia elettrica dal Sole entro il 2050, grazie a tecnologie già presenti sui mercati. Fattorie solari, caverne pressurizzate e linee ad alto voltaggio a corrente continua sarebbero i tre passi fondamentali per raggiungere l’obiettivo, che potrebbe essere addirittura maggiore se al fotovoltaico si accoppiassero le altre fonti rinnovabili. Sarebbero così disponibili 3mila Gigawatts di energia, da stoccare con la tecnica dell’aria compressa e da distribuire con nuovi metodi di trasmissione, per una spesa complessiva di 400 miliardi di dollari. Il piano permetterebbe di chiudere 600 centrali elettriche tradizionali ottenendo il 62% di emissioni inquinanti in meno: “Non solo – sottolinea l’esperto – in Usa si fanno già i conti di quanti posti di lavoro e quanta ricchezza possono derivare incentivando le energie rinnovabili. Da noi ancora non ci sono invece le industrie necessarie a sostenere un aumento della domanda di fotovoltaico, rischiamo di dover comprare gli impianti all’estero con un costo enorme sulla bolletta”. Carlo Manna, responsabile del centro studi dell’Enea ha cosi commentato la notizia: “Queste cifre sono scientificamente valide, ma rimarranno un buon auspicio se non ci sarà la volontà politica, gli Usa sono stati i primi a investire nel solare già negli anni ’80, ma poi la politica non ha più sostenuto questa strada e adesso gli americani sono indietro anche rispetto alla Cina, oltre che a Spagna e Germania che sono ai massimi livelli. Il potenziale c’é ed è notevolissimo, ma senza investimenti questi rimangono scenari irrealizzabili, anche se la tecnologia adatta già c’è”. (fonte Ansa)