• Articolo , 21 luglio 2009
  • Usa: anche la Cina deve pagare per i gas serra

  • Il segretario al commercio statunitense avverte che anche i paesi in via di sviluppo devono pagare per i gas serra emessi, al pari dei paesi industrializzati. Questo non è un buon segnale per la prossima conferenza di Copenhagen

(Rinnovabili.it) – Mentre Hilary Clinton in India ha incassato un “no” del governo di New Dehli a Washington Gary Locke, Segretario al Commercio Usa dichiara che i paesi in via di sviluppo devono contribuire al “pagamento” per la riduzione delle emissioni di gas serra, considerate responsabili del riscaldamento globale. E ovviamente in primis la Cina che oggi è il primo produttore mondiale di gas serra.
“Dal momento che gli Usa e gli altri paesi sviluppati stanno sostenendo sforzi, in termini di costi, per affrontare il cambiamento climatico – ha ribadito Locke – i paesi in via di sviluppo, come la Cina, devono fare altrettanto. Devono fare un passo avanti. Devono pagare per la situazione relativa al cambiamento climatico. Devono investire nell’efficienza dal punto di vista energetico e nella conservazione, ma devono anche compiere passi significativi per ridurre le emissioni di gas serra”.
Un’uscita, questa di Locke, davvero singolare in quanto all’American Chamber of Commerce a Shangai, dopo aver incontrato funzionari cinesi a Pechino, aveva detto:
“Francamente, credo che i cittadini americani dovrebbero pagare per il loro consumo che causa emissioni di gas serra e per quello di prodotti fabbricati in ogni parte del mondo a beneficio degli Usa”.
Questa posizione può essere spiegata dalla dichiarazione del ministro cinese del Commercio secondo il quale i cittadini americani dovevano pagare per il contenuto di carbonio contenuto nei beni, da loro consumati, provenienti da tutto il mondo.
E invece dal Dipartimento del Commercio fanno sapere che Locke non si riferiva ad una tassa sulle importazioni o altre azioni per ridurre la percentuale di carbonio dei beni importati.
Bensì, Locke voleva affermare che le società Usa non devono subire svantaggi commerciali, proprio quando viene varata una legge che limitierà le emissioni di gas serra da combustibili fossili.
Quindi, secondo il portavoce è stata la preoccupazione che le aziende americane possano competere allo stesso livello di qualsiasi altra nel mondo, senza handicap, come quello di maggiori oneri per la lotta ai gas serra.