• Articolo , 1 aprile 2011
  • Usa, dalle piume del pollo una bioplastica resistente e impermeabile

  • Lo afferma un team di studiosi americani: le fibre e la cheratina contenute nelle penne del pollo potrebbero essere la base di una nuova bioplastica

(Rinnovabili.it) – Dopo che un team di ricercatori americani ha prodotto del “carburante per l’aviazione utilizzando grasso di pollo”:http://www.rinnovabili.it/grasso-di-pollo-per-far-volare-gli-aerei-del-futuro404030 sembra che le risorse del pennuto non sia finite qui. Un altro gruppo di studiosi statunitensi sostiene infatti di aver avuto una buona idea: utilizzare le penne del pollo per produrre una bioplastica.
La ricerca, presentata all’ “Università del Nebrasca”:http://portal.acs.org/portal/acs/corg/content?_nfpb=true&_pageLabel=PP_ARTICLEMAIN&node_id=222&content_id=CNBP_026969&use_sec=true&sec_url_var=region1&__uuid=6f0f2f69-2d6c-462d-897e-181f0a11ba4c questa settimana rivela che è stato scoperto che la cheratina e le fibre contenute nelle piume del pollo potrebbero divenire il principale ingrediente per la produzione di plastica, così da ridurre sostanzialmente le quantità di polietilene, derivato della lavorazione del petrolio, e di polipropilene. Il professor Yiqi Yang, durante la presentazione dello studio avvenuta presso l’Università del Nebraska ha spiegato che la ricerca ha esaminato la possibilità di trasformare le piume in una sottile pellicola di plastica basandosi su precedenti lavori che non facevano altro che aggiungere cheratina ai composti plastici.
“La prima tecnologica utilizzava la cheratina come additivo al polietilene e polipropilene. Il nostro lavoro trasforma le piume in qualcosa di simile al polietilene e polipropilene” ha affermato il professore aggiungendo che le penne di pollo sono disponibili in grande quantità e a basso costo anche se la materia prima risulta povera di termoplasticità e quindi con un limitato impiego nel settore industriale e proprio per questa ragione spesso vengono trattate e smaltite come rifiuti solidi.
Il team che collabora con Young ha invece processato le piume aggiungendo acrilato di metile in sostituzione dei derivati del petrolio per la produzione di plastica, dal quale hanno ricavato un film sottile con una buona termoplasticità e una buona resistenza e più impermeabile rispetto agli altri materiali biodegradabili. anche se il passaggio alla produzione di massa risulta ancora un obiettivo lontano, rimane un processo non del tutto irrealizzabile.