• Articolo , 12 dicembre 2008
  • USA e Rinnovabili: il nuovo binomio

  • L’obiettivo è sentito, ma soprattutto inizia a concretizzarsi prima di tutto attraverso un’attività di ricerca che possa sviluppare la nuova tecnologia per consentire agli USA di divenire leader nel settore delle ecoenergie

Anche gli Stati Uniti d’America scelgono il rinnovabile, e nello specifico puntano sull’energia prodotta da fonte solare e da biomassa. Attaverso la voce di Steven Chu, nuovo Segretario all’Energia dell’amministrazione del nuovo Presidente Obama nonchè Direttore del Berkeley Lab, gli USA manifestano il loro impegno concreto nell’ambito delle energie rinnovabili. L’obiettivo è infatti quello di diventare leader mondiali nella ricerca nel campo dell’energia alternativa e rinnovabile, grazie anche alla collaborazione con altri enti di ricerca, imprese e università. Per quanto concerne lo sviluppo del solare, lo stesso Chu è stato il catalizzatore della costruzione a partire dal 2010 di un centro scientifico multidisciplinare, battezzato Helios, atto a sviluppare metodi per “immagazzinare” l’energia solare sotto forma di carburante rinnovabile per i trasporti. Quanto al campo della biomassa sono già state intreprese attività concrete con l’istituzione dell’Energy Biosciences Institute e del Joint Bio Energy Institute con lo scopo di avanzare nello sviluppo della prossima generazione di biocarburanti, utilizzando le biomasse da piante non commestibili, data la convinzione che l’ingegneria biologica di piante non commestibili, combinata alla nanoscienza, possa creare carburanti liquidi ed elettricità partendo dal sole. Altri aspetti della ricerca riguarderanno dalla generazione di energia dalle alghe e la conversione diretta di acqua e CO2 in combustibili attraverso il sole. Pertanto solare e agroenergie rappresentano la ricetta su cui punta il neo Presidente Obama e tutto il suo team per liberare gli Stati Uniti dalla dipendenza del petrolio, fonte fossile ormai obsoleta rispetto all’avanzamento delle nuove tecnologie in campo energetico che dovrebbero consentire di ‘raffreddare’ il pianeta ormai intrappolato in questa ‘cappa di calore’ che è l’effetto serra.