• Articolo , 7 marzo 2011
  • Usa, i Repubblicani propongo lo stop ai poteri EPA sulle emissioni

  • I Repubblicani hanno proposto un disegno di legge per bloccare i poteri dell’EPA in fatto di regolamentazione degli standard di emissioni

(Rinnovabili.it) – I Repubblicani dicono no e introducono il disegno di legge *Energy Tax Prevention Act* per bloccare permanentemente il potere dell’EPA come regolatore degli standard di emissioni degli Stati Uniti. Ma il presidente Obama non sembra essere d’accordo e vorrebbe porre un veto alla proposta dei Repubblicani, certo che il sostegno dell’EPA risulti ormai indispensabile per il raggiungimento degli standard anti-emissioni che propongono di ridurre gli inquinanti del 17% rispetto ai livelli del 2005 entro il 2020.
“L’EPA – ha dichiarato Ed Whitfield, Presidente della Sottocommissione House Energy and Commerce – sta portando ad un cambiamento drammatico nella nostra politica ambientale e energetica con ripercussioni sull’economia”.
Ma non tutti la vedono così. C’è infatti chi ritiene che grazie all’Environment Protection Agency è possibile tenere a bada le grandi industrie, tra le principali fonti di inquinanti degli Usa.
La Corte Suprema ha stabilito nel 2007 che l’EPA avrebbe potuto regolare i gas ad effetto serra secondo la legge federale, emissioni che l’EPA ha poi dichiarato pericolose per la salute pubblica e che ha spianato la strada per la regolazione dei gas emessi dalle ciminiere e dai veicoli, che ha avuto inizio nel mese di gennaio.
Ma il nuovo disegno di legge dovrà essere approvato. Qualora passasse i Repubblicani sperano di ottenere nuovo slancio in Senato mentre alcuni tra i democratici hanno affermato “La proposta esonera i maggiori inquinatori della nazione dai regolamenti a scapito della sanità pubblica e della sicurezza energetica”.
Nonostante i pareri discordanti gli analisti hanno affermato che la legislazione potrebbe trovarsi a dover affrontare una dura battaglia poiché un blocco permanente delle normative EPA appare troppo radicale per ottenere i 60 voti necessari a farla passare al Senato.