• Articolo , 24 agosto 2007
  • Usa: la politica energetica procede come i gamberi?

  • Secondo un’analisi fatta da studiosi statunitensi, il programma Usa in termini di riduzione di Co2, sarebbe un passo indietro dal momento che la nuova energia costerebbe di più di quella prodotta con fonti tradizionali e produrrebbe addirittura più emissioni inquinanti

Sul numero di settembre di “Environmental Science and Technology”, vedremo presentato lo studio di alcuni ricercatori dell’università Carnegie-Mellon secondo il quale la politica sulle fonti energetiche, che sarà messa in atto dal governo Usa, potrebbe essere economicamente salata per i consumatori americani, ma addirittura non risolvere il problema delle emissioni di Co2.
Infatti l’equipe dell’università Usa spiega che il gas naturale liquefatto (Gnl) importato ed usato per generare elettricità, nel suo ciclo di vita, potrebbe emettere un 35% di gas serra in più rispetto agli impianti di ultima generazione alimentate dal cosiddetto “carbone pulito”. “Investire in infrastruttura di Gnl oggi potrebbe avere un significato se aiuta a mantenere i prezzi del gas naturale moderati ed a far funzionare il sistema attuale delle centrali elettriche a gas naturale – sottolinea Scott Matthews, professore associato del “Civil and environmental engineering department” del Carnegie – Ma investire in queste strutture ci legherebbe definitivamente a tecnologie che renderebbero ancora più difficile cambiare modello energetico, in un mondo che è sempre più dipendente dal carbone». (fonte Greenreport)