• Articolo , 13 maggio 2010
  • Usa: legge Kerry, taglio emissioni dell’80% al 2050

  • Obiettivi di riduzione sul breve, medio e lungo termine, tasse per i grandi inquinatori, programma di aiuti sociali. Questo e altro nel disegno di legge presentato ieri dalla coppia Kerry-Lieberman sulle politiche energetiche dell’amministrazione Obama

(Rinnovabili.it) – Dopo otto mesi di intesi negoziati è stata finalmente presentata l’attesa proposta normativa sul clima – nota anche come _’The American Power Act’_ – da parte del democratico John Kerry e del senatore indipendente Joe Lieberman. Il testo contiene gli impegni di riduzione in tema di emissioni climalteranti, definiti in *un taglio del 17% rispetto entro il 2020,* del 42% entro il 2030 e dell’80% al 2050.
Nelle oltre 1000 pagine del documento appaiono, per la prima volta nella storia a stelle e strisce, imposte da assegnare ai grandi inquinatori; le tariffe entrerebbero in vigore nel 2013 per le centrali elettriche e nel 2016 per le altre industrie e prevedono l’esborso di 12-15 dollari a tonnellata di CO2.
L’American Power Act include sussidi e indennizzi a favore delle compagnie elettriche locali, un programma di aiuti governativi, anche sotto forma di sconti nella fornitura energetica, pensato per i ceti meno abbienti e l’espansione dei progetti di trivellazione offshore. Quest’ultimo punto rimane molto controverso soprattutto con dopo l’esplosione della piattaforma Bp. Il disastro ecologico del Golfo del Messico è stato il motivo scatenante della “ritirata” dal disegno di legge del repubblicano Lindsey Graham e rende il terreno incerto nonostante il testo dia agli Stati costieri autorità di esercitare il diritto di veto su i progetti ritenuti a significativo rischio di impatto ambientale. _“Tutti sanno – ha commentato Kerry – che si tratta dell’ultima chance che il Congresso ha per approvare una legge organica sul cambio climatico e in tema dell’energia. Se fallisce, verrà giudicato incapace di risolvere un problema così grave”._