• Articolo , 6 novembre 2008
  • USA: rendimenti massimi nel fotovoltaico con la cella “quasi perfetta”

  • Un gruppo di ricercatori statunitensi ha realizzato un nuova cella fotovoltaica che permetterebbe al modulo di assorbire l’intero spettro solare indipendentemente dalla posizione del sole, massimizzando l’efficienza di rendimento del pannello stesso

Un gruppo di ricercatori del “Rensselaer Polytechnic Institute”:http://www.rpi.edu/ (USA) ha realizzato un nuova cella fotovoltaica in grado di ampliare il ventaglio di angoli di incidenza della radiazione solare stessa, massimizzando l’efficienza di rendimento del pannello stesso. La linea guida seguita, per migliorare il rendimento, è stata quella di ridurre la quantità di luce che viene riflessa dalla cella, soprattutto ad alti angoli di incidenza, essendo questa tutta energia che non può essere sfruttata. L’obiettivo è stato raggiunto attraverso un trattamento superficiale nanoingegneristico che permette di ridurre la riflettività della cella dal 32% al 3,8% aumentando l’energia assorbita dal 67% al 96%, indipendentemente dalla posizione del sole. Il trattamento superficiale è stato ottenuto mediante chemical vapor deposition di nanobarre di ossido di silicio e ossido di titanio per sette strati, ciascuno dello spessore di 50 – 100 nm; si tratta di film molto sottili anche per gli standard dell’industria elettronica. In questo modo è possibile catturare la luce su un ampio spettro di lunghezze d’onda (da 400 nm fino a 1600 nm nell’infrarosso) e per un ventaglio di angoli di incidenza da zero a sessanta gradi.
Se questa tecnologia potesse diffondersi facilmente e a basso costo, si supererebbe il problema relativo al rendimento delle celle fotovoltaiche incrementandolo anche oltre il 40%, piccolo neo che, seppur di limitata influenza sulla diffusione della tecnologia fotovoltaica, ne rappresenta uno dei limiti più importanti.