• Articolo , 8 settembre 2011
  • Usa: saranno i batteri “Geobacter” a ripulire i siti contaminati dall’uranio

  • Batteri in grado di provocare reazioni galvaniche e intrappolare l’uranio permetteranno di effettuare bonifiche delle aree contaminate da sostanze tossiche

(Rinnovabili.it) – Da efficaci purificatori delle “acque reflue”:http://www.rinnovabili.it/un-batterio-per-ripulire-le-falde-acquifere-inquinate802454 a instancabili “pulitori” di aree contaminate da rifiuti nucleari. I batteri studiati dai ricercatori della Michigan State University e conosciuti come Geobacter sono microrganismi impiegati per la bonifica dei siti contaminati da scorie radioattive che rendono inutilizzabili intere aree. La capacità di questi microbi di neutralizzare l’uranio è cosa nota e largamente documentata, ma ciò che per tempo è rimasto un mistero è il meccanismo che li rende così efficienti.
I ricercatori della Michigan State University hanno scoperto che i nanoscopici filamenti proteici, ovvero appendici simili a peli posizionati sulla parte esterna del Geobacter e in grado di condurre cariche elettriche, sono i responsabili della capacità dei microbi di neutralizzare gli agenti tossici, semplicemente gestendo l’attività elettrica.

La loro efficacia è stata provata nel corso di una bonifica in un sito contaminato da uranio in Colorado. I ricercatori hanno iniettato dell’acetato nelle acque sotterranee contaminate. Secondo il microbiologo Gemma Reguera, che ha condotto lo studio “I risultati mostrano chiaramente che i nanofili rappresentano il catalizzatore principale per la riduzione di uranio. I batteri riescono a dar vita ad una reazione chimica simile a quella galvanica riuscendo ad immobilizzare il materiale radioattivo e impedendo che finisca nelle acque sotterranee”.