• Articolo , 30 giugno 2009
  • Vecchi bulbi e elettrodomestici energivori di nuovo al bando

  • Grazie a due emendamenti presentati dal Pd reintrodotto lo stop alla produzione per le lampadine ad incandescenza

(Rinnovabili.it) – Prima sono messi al bando, poi non lo sono più, ora di nuovo lo stop. Sembrerebbe essere arrivata la tanto attesa parola fine per le lampadine ad incandescenza e gli elettrodomestici “inquinanti”, vale a dire quelli di classe energetica inferiore alla A; il divieto di commercializzazione da parte dell’industria a partire dal 2010 – introdotto con la finanziaria 2007 – era stato cancellato questo aprile con un emendamento al ddl sull’energia, ma ora lo stop è stato riattivato grazie l’approvazione da parte dell’aula del Parlamento di due emendamenti presentati dal Partito Democratico.
Pienamente soddisfatto Ermete Realacci, Responsabile Ambiente del Pd, che ha così commentato: “Con l’approvazione dei due emendamenti presentati dal Partito Democratico si è fermato un ennesimo passo indietro che il Governo aveva commesso nei confronti di politiche a favore dell’ambiente, dell’innovazione, dell’efficienza e del risparmio energetico”.
La sostituzione dei vecchi bulbi con lampadine ad alta efficienza è, d’altra parte, una delle basilari misure sponsorizzate dal risparmio energetico a livello dei consumatori: le prime, con appena 11-12 lm/W, sprecano oltre il 90% dell’energia elettrica dissipandola sotto forma di calore. L’indirizzo dell’industria diviene dunque fondamentale in quest’ottica.
“E’ una bella notizia sicuramente per l’ambiente e per le politiche di contenimento dei gas serra – aggiunge Realacci – basti pensare che dalla sola sostituzione delle lampadine a incandescenza con quelle a basso consumo è possibile ottenere un risparmio energetico pari a quello di una centrale nucleare da 100 megawatt. Ma è anche un modo per favorire l’industria italiana, molto avanzata in questi settori, e un’opportunità di rilanciare l’economia proprio a partire dai settori verdi”.
E per sognare un po’ più in grande, basti pensare che se in tutto il mondo le lampade incandescenti venissero sostituite con le fluorescenti compatte, si stima che il potenziale risparmio raggiungibile possa essere intorno a 470 milioni di tonnellate di CO2 al 2010, e 700 al 2030 (dati dell’International Energy Agency dell’OCSE). Per niente male come risultato.