• Articolo , 26 marzo 2007
  • Vecchie normative o nuove direttive?

  • La Ebb (European Biodiesel Board) sottolinea la contraddizione tra gli standard fissati per il diesel dall’EN590 e quelli decisi nell’ultimo vertice di Bruxelles. Un caso di conflittualità nelle direttive susseguitesi negli anni che generano oggi notevoli perplessità

Nell’ultimo vertice dell’Ue si è parlato anche di biodiesel fissando, con termine 2020, un consumo obbligatorio del 10%. Ma la Ebb ha sottolineato l’esistenza di un grosso ostacolo creato dalla normativa EN590, che fissò al 5% la quantità massima di biodiesel da poter aggiungere al diesel. Ma questo limite già non era in linea con l’obiettivo precedente stabilito a Bruxelles nel 2003 (che prevedeva infatti una percentuale del 5,75%). A questo punto c’è da chiedersi quale sia la normativa che va rispettata. Una tale confusione legislativa ha portato infatti paesi come la Francia e la Germania ad addizionare percentuali di biodiesel del 5%. Oltre a quello normativo si crea un problema logistico. Secondo la legislatura vigente infatti, nel caso in cui ci siano quantitativi maggiori di biodiesel, il prodotto deve essere commercializzato da circuiti diversi da quelli tradizionali. Una soluzione che, vista la necessità di grossi investimenti, è, per produttori e distributori di carburante, inaccettabile. L’Ebb ha sollecitato l’organismo di standardizzazione europeo (CEN) affinché risolva questa “impasse” legislativa entro l’anno prossimo. (fonte Ansa).