• Articolo , 29 gennaio 2011
  • Vendola su investimenti fotovoltaico in area ex Miroglio

  • Il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Trovo singolare, ma forse non casuale, che proprio nel momento in cui la mia Regione sta rafforzando il sistema dei controlli ambientali e paesaggistici in materia di nuovi impianti per la produzione di energie rinnovabili e sta mettendo il Governo di fronte alle […]

Il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Trovo singolare, ma forse non casuale, che proprio nel momento in cui la mia Regione sta rafforzando il sistema dei controlli ambientali e paesaggistici in materia di nuovi impianti per la produzione di energie rinnovabili e sta mettendo il Governo di fronte alle proprie responsabilità per un’inerzia legislativa che dura da troppo tempo, vengano esibiti dinanzi all’opinione pubblica fantasmagorici programmi di investimento nel fotovoltaico. Sono apparse sui media notizie in ordine ad un impianto di oltre 120 megawatt proposto da una società svizzera (la Be4Energy), che – a sentire le dichiarazioni dei proponenti – sarebbe già in parte autorizzato e da realizzarsi a partire da aprile e in grado di riassorbire una parte dei lavoratori della Miroglio. Ad oggi, la Be4Energy ha richiesto alla Regione Puglia a metà novembre 2010 unicamente un’autorizzazione per circa 37 MW. La procedura è attualmente sospesa in attesa della VIA della Provincia di Taranto; VIA richiesta solo qualche giorno fa (dopo oltre 2 mesi dalla richiesta di autorizzazione). Ogni valutazione amministrativa è pertanto tecnicamente impossibile sia sui 37 MW richiesti che sugli oltre 80 anticipati dalla stampa. E, comunque, nessuna valutazione sarebbe legittimamente possibile nei tempi ipotizzati dall’azienda. La questione della delicatezza ambientale di un progetto di così vaste proporzioni in più occasioni è stata fatta presente dalla Regione a tutte le parti in causa (Ministero dello Sviluppo Economico, Miroglio, Be4Energy, Sindacati e lavoratori). Ciò, piuttosto che consigliare la Be4Energy a presentare istanze adeguate ai vincoli ambientali, ha spinto invece la società a dare alla stampa notizie del tutto infondate. Ovviamente, avvalorate da dichiarazioni politiche di sostegno che denunciano ‘ritardi’ della Regione su domande nemmeno presentate. Tutto appare corrispondere ad un disegno studiato a tavolino per ‘forzare la mano’ a Regione e Provincia in una materia così delicata. E’ doveroso smentire i rappresentati della Be4Energy che hanno dichiarato ai media – quasi a voler descrivere un esclusivo movente sociale – che la iniziativa non utilizza incentivi. In realtà, la Be4Energy ove dovesse essere autorizzata ad installare pannelli per quasi 400 ettari (tanta sarebbe la superficie coinvolta) incasserebbe circa un miliardo di euro in 20 anni. Un miliardo tutto a carico delle bollette pagate dai cittadini. Non sono inoltre chiare le modalità con cui la Be4Energy ha acquisito i terreni, dal momento che occorrerà escludere che ciò non derivi dalla acquisizione di DIA ormai scadute. Sulla sorte dei lavoratori della Miroglio si sta facendo dunque un gioco pericoloso, che disegna scenari che non esistono, dà per scontati e conclusi positivamente procedimenti amministrativi mai neppure avviati, cerca di utilizzare lo sgomento e l’ansia di tante famiglie che temono per il proprio futuro. Forse alcuni pensano, illudendo i lavoratori e forzando la mano alle istituzioni locali ed alle forze sindacali e sociali, di intimidire la Regione Puglia. Si sbagliano, di grosso. Abbiamo già ribadito in più occasioni di non voler cedere di un solo millimetro sul terreno della salvaguardia ambientale e di considerare il rispetto delle regole territoriali e paesaggistiche come la precondizione di qualunque ipotesi di investimento industriale. Abbiamo richiamato il Ministro Romani ad una maggiore attenzione nei confronti delle attività istruttorie svolte dai suoi uffici in questa materia, perché non riteniamo possibile, ma solo illusorio, dare vita a tavoli che non partano dalla valutazione compiuta delle regole esistenti sia sul piano nazionale che su quello regionale. Rivolgo un appello accorato, infine, alle forze sindacali affinchè contribuiscano a squarciare questo velo di facile e mistificante propaganda mediatica. Bisogna dire la verità ai lavoratori, perché questo è l’unico modo efficace per lavorare con serietà alla ricerca delle soluzioni possibili”.