• Articolo , 29 ottobre 2008
  • Veneto tra prime regioni per produzione da rinnovabile

  • ‘Negli anni sessanta e settanta gli economisti occidentali osservavano che il consumo di energia e lo sviluppo economico erano fatalmente connessi: maggiore sviluppo voleva cioe’ dire maggiore consumo di energia. La pianificazione basata solamente sull’offerta di energia non aveva di fatto alcuna convenienza a proporre politiche di contenimento dei consumi e con la crescita economica, […]

‘Negli anni sessanta e settanta gli economisti occidentali osservavano che il consumo di energia e lo sviluppo economico erano fatalmente connessi: maggiore sviluppo voleva cioe’ dire maggiore consumo di energia. La pianificazione basata solamente sull’offerta di energia non aveva di fatto alcuna convenienza a proporre politiche di contenimento dei consumi e con la crescita economica, aumentavano anche i consumi energetici. Le sfide che ci attendono sono, pertanto, ottimizzare le tecniche di utilizzo dell’energia; orientare i comportamenti dei consumatori; ridurre la richiesta di energia, soprattutto con un maggior isolamento degli edifici sia pubblici che privati’. Lo ha detto l’assessore veneto all’Economia, Vendemiano Sartor, aprendo i lavori di un convegno promosso dalla Cisl Veneto su ‘energia per il territorio veneto’ in corso a Nogherazza di Castion (Belluno). ‘La Regione del Veneto – ha detto l’assessore – si e’ dotata di un piano energetico regionale collegandolo all’attivita’ di programmazione generale contenuta nel piano di sviluppo e raccordandolo alla programmazione di settore. L’orientamento strategico e’ sviluppare un libero mercato dell’energia elettrica e del gas che, nel rispetto del principio di sicurezza dell’approvvigionamento e di disponibilita’ di energia a prezzi congrui, sia in grado di aumentare la totale qualita’ dell’offerta. Si e’, inoltre, gia’ operato per incentivare la differenziazione delle fonti energetiche e la diversificazione dei paesi fornitori di fonti primarie. Infine, si e’ molto lavorato per il contenimento dei consumi energetici e delle emissioni inquinanti e per la promozione delle fonti rinnovabili’. Per l’assessore, i nodi critici che il Veneto deve affrontare sono di grande rilievo: innanzitutto, l’analisi della qualita’ di energia elettrica che dovra’ essere prodotta; poi, la valutazione dell’impatto delle centrali di produzione di energia di potenza superiore a 300 mwt e delle infrastrutture energetiche previste; dopo, la liberalizzazione dell’autoproduzione di energia da parte delle piccole imprese e l’incentivazione delle fonti rinnovabili e del risparmio energetico nel rispetto degli obblighi ambientali e di sicurezza; infine, la gestione del sistema idroelettrico che integri la produzione di energia e la razionalizzazione delle linee elettriche.