• Articolo , 20 giugno 2011
  • Verso “Rio+20”: la ricetta della Commissione

  • Approvato questa mattina un documento che costituirà il fondamento per la posizione dell’UE alla conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile

(Rinnovabili.it) – Investire nei capitali naturali, combinando strumenti normativi e di mercato e incoraggiando la partecipazione del settore privato. È questa la ricetta con cui la Commissione europea intende presentarsi alla conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile, “Rio+20”, in programma per giugno 2012 a Rio de Janeiro. Nella comunicazione adottata oggi dalla Commissione, infatti, vengono definiti obiettivi e azioni specifiche da attuare a livello internazionale, nazionale e locale, per favorire il passaggio a un’economia “verde” e per migliorare la governance in materia di sviluppo sostenibile. La Commissione specifica che investire sulle risorse naturali significa puntare su risorse idriche e marine, energie rinnovabili, biodiversità e servizi ecosistemici, agricoltura sostenibile, foreste, rifiuti e riciclaggio: tutti settori che forniscono sostentamento a milioni di persone e che possono contribuire ad alleviare la povertà. Inoltre, una gestione sostenibile delle risorse e del capitale naturale può rappresentare una grande opportunità per i Paesi in Via Sviluppo che, secondo quanto dichiarato dal commissario allo sviluppo Andris Piebalgs, sarebbero i primi a essere colpiti dal degrado ambientale e dai cambiamenti climatici. Il raggiungimento di risultati a livello globale dipende anche dalla definizione di adeguate condizioni di mercato e normative: oltre all’introduzione di ecotasse, alla mobilitazione di risorse finanziarie e agli investimenti su competenze e professionalità legate all’ambiente, risulta necessaria la definizione di indicatori che, parallelamente al PIL, permettano una più ampia misurazione del progresso. Ora Commissione, Consiglio e Parlamento collaboreranno con la società civile, le imprese e gli Stati per definire una posizione coerente dell’UE e presentarla all’ONU entro il 1 novembre 2011.