• Articolo , 1 febbraio 2008
  • Vertice Opec: petrolio, il prezzo non dovrebbe scendere

  • L’organizzazione, nella riunione di oggi, ha confermato gli attuali standard di produzione. Ma c’è chi pensa già a futuri tagli, per consentire al prezzo del petrolio di risalire e di non risentire dei contraccolpi della crisi delle economie occidentali

L’orientamento dell’organizzazione è quello di non variare la produzione di greggio. Questo almeno si deduce dalle dichiarazioni di vari esponenti, rilasciate oggi all’apertura del vertice dell’Opec a Vienna. Il saudita Ali Al-Naimi, ritiene che “il mercato versi in condizioni di buona salute” e che ci sia un equilibrio tra domanda e offerta. Anche per Shokri Ghanem, responsabile della delegazione libica, non esiste la possibilità che la riunione possa variare le quote di produzione. Sulla stessa linea il numero uno dell’Opec, il ministro algerino Chakib Khelil, come pure il delegato iraniano Gholamhossein Nozari.
E infatti, alla fine, l’Opec si è dichiarata compatta nella volontà di non variare la produzione totale di greggio, rimandando al mittente le richieste degli stati consumatori di aumenti di produzione, spinti dal timore che prezzi così alti finiscano per aumentare le dinamiche inflattive in tutto l’occidente.
“Credo che il premio sui prezzi attuali del petrolio dovuto alle speculazioni sia intorno ai 30 dollari al barile” ha dichiarato Chakib Khelil, presidente dell’Opec e ministro del petrolio dell’Algeria. Lo stesso ha però poi aggiunto che alcuni stati membri dell’Opec tenderebbero a tagliare la produzione. Questo dovrebbe essere stabilito nel prossimo incontro, ancora a Vienna il prossimo 5 marzo, anche se invece qualcuno dichiara che è pretattica ed altri invece che è ancora presto per parlare di nuove decisioni.