• Articolo , 25 aprile 2008
  • Via libera alla legge per incentivare l’energia rinnovabile

  • La seduta del Consiglio Grande e Generale si è chiusa dando il via libera definitivo alla legge per la promozione e incentivazione dell’efficienza energetica degli edifici e dell’impiego di energie rinnovabili in ambito civile e industriale. Prima della legge la fotografia del consumo attuale di energia che ha definito anche le direttrici di sviluppo con […]

La seduta del Consiglio Grande e Generale si è chiusa dando il via libera definitivo alla legge per la promozione e incentivazione dell’efficienza energetica degli edifici e dell’impiego di energie rinnovabili in ambito civile e industriale.
Prima della legge la fotografia del consumo attuale di energia che ha definito anche le direttrici di sviluppo con e senza programmazione. Il provvedimento punta al risparmio del consumo energetico, alla creazione di spazi di autonomia per la Repubblica e all’incentivazione delle energie rinnovabili. Obiettivi ambiziosi che richiederanno anche un grosso sforzo dell’amministrazione pubblica, perché è lo Stato – con ben 59 edifici – ad avere la quasi totalità degli impianti di riscaldamento a gasolio. La fotografia dei consumi energetici della Repubblica è abbastanza seria: San Marino non produce ma consuma solo. L’elettricità è cresciuta del 320% in 24 anni. Il capitolo ‘acqua’, che proviene dal Marecchia e dalla diga di Ridracoli, merita attenzione: il Titano, preso per abitanti e dimensioni, consuma molto rispetto alle realtà limitrofe. Anche l’utilizzo del gas metano negli ultimi 10 anni è cresciuto del 50%. La legge contiene provvedimenti originali e specifici per incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili e ottenere risparmio energetico, quali, ad esempio l’introduzione delle società energetiche, l’audit obbligatorio per i grandi consumatori, il conto energia, la definizione precisa delle responsabilità e dei compiti di una Autorità per l’Energia.
Per cercare di limitare il riscaldamento terrestre, le emissioni di anidride carbonica devono essere ridotte drasticamente. Oltre 160 Paesi si sono accordati su una strategia di riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra, firmando nel 1997 il Protocollo di Kyoto. Tra gli Stati che non hanno aderito, anche San Marino. Un dato che deve far riflettere: in Europa siamo gli unici, assieme al Liechtenstein.