• Articolo , 10 maggio 2011
  • Via libera alla mobilità sostenibile

  • Lo scorso 19 aprile, nell’aula magna del Polo delle scienze sociali di Novoli dell’Università degli Studi di Firenze, si è parlato di mobilità sostenibile con la partecipazione di personalità di spicco a livello internazionale, ricercatori delle più prestigiose università italiane e straniere ed esponenti delle aziende leader nel settore. Le soluzioni prospettate per un’Europa sempre […]

Lo scorso 19 aprile, nell’aula magna del Polo delle scienze sociali di Novoli dell’Università degli Studi di Firenze, si è parlato di mobilità sostenibile con la partecipazione di personalità di spicco a livello internazionale, ricercatori delle più prestigiose università italiane e straniere ed esponenti delle aziende leader nel settore. Le soluzioni prospettate per un’Europa sempre più sensibile a una mobilità alternativa sono state numerose.

Tra i soggetti che possono e devono svolgere un ruolo importante nella promozione della mobilità sostenibile rientrano senza dubbio anche le Università, con la loro attività di ricerca.
Le tre Università della Toscana – Firenze, Siena e Pisa – hanno presentato alla Conferenza internazionale sulla mobilità sostenibile 3 progetti.

Per l’Università degli Studi di Firenze *Matteo Prussi* ha presentato “Biocarburanti di nuova generazione per una mobilità sostenibile”. La direttiva 28/2009 dell’UE, RED (Renowable Energy Directive), pone come obiettivo quello dell’aumento del 10% dell’uso di biocarburanti, calcolando i benefici di questa scelta in termini di minore emissione di CO2, riduzione di altri inquinanti e maggiore sviluppo di aree rurali. Gli aspetti negativi che riguardano la produzione di biocarburante sono collegati alla “competizione con il cibo”, in termini di sfruttamento della superficie per la coltivazione. Questa critica vale, però, soprattutto per i biocarburanti di prima generazione, dato che quelli di 2ª o 3ª, o “next generation”, sono derivati da biomasse, scarti vegetali e simili, e non incidono dunque sul settore alimentare.
Il progetto dell’Università di Firenze riguarda lo studio di sistemi colturali innovativi per la crescita di microalghe da destinare alla produzione di biodiesel, con l’obiettivo di abbassare i costi di produzione delle microalghe e incrementarne il contenuto in olio da estrarre e destinare, appunto, alla produzione di biodiesel.

*Giovanni Lutzemberger*, dell’Università di Pisa, ha presentato le esperienze di progettazione e realizzazione di veicoli ibridi: uno scooter ibrido realizzato in collaborazione con Piaggio, la progettazione e realizzazione di un veicolo dotato di un sistema di propulsione con energia ricavata da celle di combustibile alimentate a idrogeno, e infine la progettazione di un sistema propulsivo per una piattaforma per la ricarica di autobus elettrici e ibridi in collaborazione con BredaMenariniBus, nell’ambito del progetto Industria 2015.

L’Università di Siena è intervenuta in merito alle iniziative di mobility management e sull’“educazione alla mobilità”, sostenendo la necessità di un’adeguata politica dei trasporti per perseguire una mobilità sostenibile. Le politiche dei trasporti, secondo *Stefano Maggi*, devono tenere conto dei “costi esterni”, come inquinamento, costo energia, incidenti stradali ecc.: solo in questo modo è possibile evidenziare i vantaggi dell’utilizzo di mezzi meno inquinanti o, più in generale, di una mobilità sostenibile. Per incrementare una mobilità alternativa all’attuale c’è bisogno anche di riforme tariffarie, perché il trasporto pubblico deve essere competitivo rispetto a quello privato. Servono inoltre reti di mobilità alternativa più capillari, che rendano possibile muoversi in sicurezza, nonché politiche che incentivino la nuova mobilità.

Come afferma l’editor e economista *Eric Britton*, per diffondere la cultura della mobilità sostenibile è necessario ripensare le città, che devono trasformarsi diventando amiche di un modo di muoversi che possa essere davvero competitivo con l’uso dell’automobile.