• Articolo , 20 luglio 2010
  • Video-inchiesta di Greenpeace, sotto accusa il decreto “Uno vs Uno”

  • A un mese dall’entrata in vigore del decreto “Uno contro Uno”, l’associazione ambientalista denuncia in una video-inchiesta la mancata applicazione, in molti punti vendita, del ritiro gratuito dei vecchi apparecchi

(Rinnovabili.it) – La sua entrata in vigore avrebbe dovuto garantire il corretto smaltimento dei RAEE al momento dell’acquisto di una nuova apparecchiatura elettrica o elettronica, direttamente dal negoziante. Invece gli obblighi derivanti dal decreto “Uno contro Uno”:http://www.rinnovabili.it/parte-uno-vs-uno-e-i-raee-si-smaltiscono-in-negozio595605 sembrano essere stati disattesi da molti commercianti che, in più di un mese, non avrebbero informato correttamente i cittadini sull’opportunità del ritiro dei RAEE a costo zero. E’ quello che sostiene Greenpeace che con una “video-inchiesta”:http://www.greenpeace.org/italy/news/video-inchiesta-raee ha verificato sul campo l’attuazione del decreto. In una nota pubblicata sul sito dell’associazione ambientalista si legge “con la scusa di acquistare un nuovo articolo tecnologico (pc, televisore, frigorifero, ecc.) abbiamo telefonato a nove grandi rivenditori a Milano, Roma e Napoli e ci siamo poi recati in altri tre negozi della capitale con telecamera nascosta. Ben dieci rivenditori sui dodici intervistati non risultano completamente in linea con la nuova normativa”.
Greenpeace ha potuto constatare anche come, in alcuni casi, i rivenditori abbiano maggiorato il costo della consegna del prodotto nuovo, in modo da includere il ritiro del vecchio articolo, che, invece secondo il D.M. 65/2010 deve avvenire gratuitamente. In altri casi, si legge sempre nella nota “i costi di consegna del nuovo prodotto e di ritiro del vecchio sono distinti fra loro, e viene chiaramente indicato che il ritiro non è gratuito”. Se a Milano il ritiro dedicato a costo zero è partito senza intoppi, una situazione inversa è stata, invece, documentata nelle città di Napoli e Roma in cui secondo l’associazione ambientalista che ha condotto la video-inchiesta “sembra regnare la discrezionalità del rivenditore piuttosto che il rispetto della legge”. Per questo Greenpeace sta valutando possibili azioni legali per ripristinare il diritto dei cittadini a un ritiro gratuito “Uno contro Uno” dei RAEE, come previsto dal decreto, chiedendo al Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, di assicurare la reale adozione e il rispetto delle leggi sui rifiuti elettronici e un adeguato monitoraggio degli organi di controllo.