• Articolo , 4 gennaio 2008
  • Villa Minozzo e l’economia del legno

  • L’Amministrazione locale sta portando avanti uno studio di fattibilità per realizzare un impianto di riscaldamento a biomasse legnose provenienti dal taglio dei boschi. Risparmiando Energie rinnovabili per gli edifici pubblici del Comune di Villa Minozzo. E’ l’obiettivo che si persegue con uno studio di fattibilità deciso dall’ente locale per realizzare un impianto di riscaldamento a […]

L’Amministrazione locale sta portando avanti uno studio di fattibilità per realizzare un impianto di riscaldamento a biomasse legnose provenienti dal taglio dei boschi. Risparmiando
Energie rinnovabili per gli edifici pubblici del Comune di Villa Minozzo. E’ l’obiettivo che si persegue con uno studio di fattibilità deciso dall’ente locale per realizzare un impianto di riscaldamento a biomasse legnose provenienti dal taglio dei boschi. La notizia viene riportata sul primo numero del nuovo giornalino dell’Amministrazione, Bun dì.
Si legge: “Lo studio vuole dare una prima indicazione delle potenzialità del mercato attivabile per la legna da ardere e delle componenti economiche in gioco, nella convinzione che la valorizzazione di uno dei prodotti più poveri dell’attività agricola montana, come il frutto diretto del bosco ceduo, gli scarti delle lavorazioni agricole (come ramaglie, cimali, potature, pulizie e diradamenti, ecc.), gli scarti di falegnameria, rappresentano un importante stimolo di attivazione e sostegno dell’intera filiera del legno e la possibilità, economicamente sostenibile, di un duraturo recupero ambientale dei boschi”.
Il progetto del Comune di Villa si incrocia con esigenze e sensibilità ambientali sempre più avvertite dal cittadino medio. Per questo, si annota, “non si può prescindere dal recupero e dalla cura delle zone boschive, che nel comune occupano almeno il 50% del territorio”; ed è quindi fondamentale, si afferma ancora, prendere conoscenza delle possibilità di utilizzo dei diversi prodotti del bosco per la migliore valorizzazione del legno nella sua completezza.
Un bosco ben tenuto, sfruttato nella giusta misura, curato, coltivato per produzioni costanti nel tempo e della migliore qualità possibile, “può costituire un’importante risorsa economica come fonte di materie prime, di energia rinnovabile e pulita nonchè contribuire alla stabilizzazione dei versanti montani”.
Si legge ancora nell’organo municipale: “Una moderna coltivazione, per essere sostenibile, deve puntare da un lato alla produzione di materiale di pregio, ove possibile, e dall’altra all’utilizzazione di tutto quanto il bosco produce: il legname da lavoro, legna da ardere, sia in forma tradizionale che nella nuova forma di ‘cippato’, cioè legno tritato”. Il cippato: le moderne tecnologie consentono di produrne notevoli quantità a costi concorrenziali, specie se prodotto sul posto, rispetto a combustibili tradizionali come il gasolio, il gpl o il metano, ma con il vantaggio che il legno ha bassissime emissioni inquinanti (specie di zolfo) rispetto ai combustibili fossili.
“L’impianto oggetto dello studio prevede la realizzazione di una rete di teleriscaldamento che collega nove edifici di proprietà comunale posti nel capoluogo: scuole medie ed elementari, Croce verde, magazzino-mensa, piscina, palestra, biblioteca, museo del Maggio, municipio e nuovo auditorium (che sarà prossimamente inaugurato, ndr)”.
Vicino alla centrale termica, che sarà ubicata nella zona sportiva, si prevede anche la realizzazione di un piccolo edificio con annesso il silos per il cippato.
Qualche dato tecnico. La potenza necessaria per riscaldare gli edifici in questione è di circa 645 KW (con un consumo di 10.250 kg di gasolio e 142.455 mc di metano). Nello studio di fattibilità l’impianto è stato dimensionato per una potenza di 650 KW ed il consumo previsto è risultato pari a 396 tonnellate/anno di cippato. Dai costi di esercizio attuale, che si aggirano sui 90mila euro, si passerebbe a meno della metà, circa 40mila euro.
Conclude la nota che compare sul periodico del Comune di Villa Minozzo: “Il risparmio annuo prevedibile sulle spese di esercizio ammonta perciò circa a 50mila euro, considerando che a breve la Regione Emilia-Romagna farà uscire un bando per l’assegnazione di contributi pari al 70% della spesa sostenuta per la realizzazione di interventi come quelli da noi progettati e di finanziare il restante 30% con l’accensione di un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti della durata ventennale. I tempi di ritorno dell’investimento risultano dell’ordine di tre anni, con un costo unitario di riduzione del calore di 0,047 €/KW”.