• Articolo , 6 gennaio 2009
  • Vince lo smog: alternative all’auto fallite

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Altro che mobilità sostenibile. A Como sta fallendo l’unico tentativo concreto di ridurre il numero di automobili in circolazione. Il car sharing, attivato tra anni fa da Guidami (società controllata da Atm spa) dopo la positiva esperienza su Milano, cesserà di funzionare alla fine del mese.
«Il car sharing è un sistema di trasporto innovativo che consiste nell’utilizzare auto in condivisione, sempre a disposizione, a tariffe privilegiate, senza costi di manutenzione, assicurazione e di rifornimento», spiega il sito dell’Aci Como, una delle poche realtà locali che abbiano sostenuto l’iniziativa, di cui probabilmente la maggior parte dei comaschi non è mai venuta a conoscenza, almeno a giudicare dai numeri diffusi dall’Ufficio stampa di Atm. Risulta, infatti, che nel 2008 siano stati sottoscritti soltanto 20 contratti, ovvero abbonamenti annuali che al costo di 120 euro (per le famiglie, ridotto del 50% per over 65, universitari e soci Aci) o di 216 (per le aziende) davano diritto a servirsi delle “auto in condivisione” collocate negli autosilo di via Recchi e di via Castelnuovo, prenotandole a un call center entro un’ora prima dell’uso. Per ogni viaggio si pagava, in aggiunta, 2,20 all’ora più 40 centesimi al chilometro. Tariffe che, proprio a causa del bassissimo numero di utenti, non hanno nemmeno lontanamente coperto i costi del servizio: Atm accusa un passivo di 10-12 mila euro all’anno. Di conseguenza l’azienda milanese non ha masi investito in maniera significativa sulla flotta di veicoli, progressivamente ridotta all’asso: uno in via Castelnuovo e uno in via Recchi, dimezzati dallo scorso 1° maggio, quando è rimasto attivo soltanto il garage vicino all’università. Negli ultimi 12 mesi le 2 auto sono state pilotate da appena 25 persone, che le hanno utilizzate per 71 percorsi, durati un totale di 884 ore e 3.172 chilometri. Particolarmente indicativa l’emorragia di prenotazioni registrata negli ultimi 4 mesi: 10 a settembre, 6 in ottobre, 8 a novembre e solo 2 in dicembre. A questo punto Atm ha deciso di chiudere il servizio a fine mese. «A tutti i clienti – precisano dall’ufficio stampa – verrà rimborsata la quota di abbonamento annuale relativa al periodo che intercorre tra la chiusura del servizio e la scadenza contrattuale. L’abbonamento resterà comunque attivo fino alla naturale scadenza per eventuali utilizzi del servizio nella città di Milano».