• Articolo , 16 aprile 2010
  • Visita all’impianto fotovoltaico del museo provinciale

  • Venti kilowatt di potenza con cui si copre il fabbisogno elettrico complessivo annuo dell’intero edificio, un risparmio medio di energia pari a 8.800 euro all’anno, una riduzione di prodotti inquinanti in atmosfera nell’ordine di 14 tonnellate di Co2. Questi alcuni numeri dell’impianto fotovoltaico del Museo provinciale di Potenza, che oggi ha aperto le porte ai […]

Venti kilowatt di potenza con cui si copre il fabbisogno elettrico complessivo annuo dell’intero edificio, un risparmio medio di energia pari a 8.800 euro all’anno, una riduzione di prodotti inquinanti in atmosfera nell’ordine di 14 tonnellate di Co2. Questi alcuni numeri dell’impianto fotovoltaico del Museo provinciale di Potenza, che oggi ha aperto le porte ai cittadini per una visita guidata della centrale fotovoltaica.
La visita è stata organizzata dall’Ises Italia e dalla Provincia di Potenza, che ha aderito all’iniziativa “Giorni delle rinnovabili – impianti aperti ai cittadini”, il più importante evento nazionale per avvicinare il grande pubblico alle tecnologie delle fonti rinnovabili, e la collaborazione della Società Energetica Lucana e dell’Enea Trisaia.
“Nel futuro non può che esserci più scuola. E investire sulla scuola vuole dire semplicemente investire sul futuro, puntando su più sicurezza, più cultura e più ecologia. Scuole ecologiche in scuole sicure – ha affermato il presidente della Provincia di Potenza Piero Lacorazza – è l’idea di fondo che guida l’azione della Provincia di Potenza su questo terreno, con la convinzione di dover insistere su questa strada proprio per riuscire a coniugare aspetti che oggi sono fondamentali nel percorso di crescita degli studenti. In tale ottica, l’utilizzo dei Pois (Piani di offerta integrata di servizi) può consentire non solo la realizzazione di progetti innovativi sugli istituti, con un occhio particolare alla sostenibilità ambientale e all’inclusione sociale, ma può anche sgravare il bilancio ordinario, liberando risorse per la manutenzione dell’edilizia scolastica”.