• Articolo , 4 gennaio 2008
  • Viterbo: studio di prefattibilità per uso energie rinnovabili in futuro aeroporto

  • In linea con il trend delle politiche socio-economiche ed energetiche globali, il Comitato per l’Aeroporto di Viterbo e le Opere della Tuscia, sta realizzando uno studio di prefattibilità per l’uso di fonti energetiche rinnovabili a servizio del nuovo Scalo viterbese. L’iniziativa, unica in Italia, oltre a prevedere l’utilizzo di energie alternative per alimentare il fabbisogno […]

In linea con il trend delle politiche socio-economiche ed energetiche globali, il Comitato per l’Aeroporto di Viterbo e le Opere della Tuscia, sta realizzando uno studio di prefattibilità per l’uso di fonti energetiche rinnovabili a servizio del nuovo Scalo viterbese. L’iniziativa, unica in Italia, oltre a prevedere l’utilizzo di energie alternative per alimentare il fabbisogno energetico dello scalo, porterebbe risparmi economici rilevanti nelle tasche del futuro gestore. Difatti, da una prima analisi, condotta dal dottore in scienze ambientali Francesco Giuseppe Rossi, membro storico del comitato, nel sottosuolo dello scalo sarebbe presente una potenzialità energetica facilmente sfruttabile. Quest’ultima, unitamente all’energia solare, eolica e, soprattutto, a quella derivante dalle biomasse potrebbe rendere lo scalo della Tuscia energicamente autosufficiente. In particolare la produzione di energia pulita attraverso le biomasse di origine agricola-forestale (es. pioppi, mais etc.), renderebbe alla Tuscia l’indubbio vantaggio di veder, almeno in parte, riconvertita e rivalutata una attività, come quella agricola, da tempo in grave crisi. Il progetto potrebbe essere gestito dall’università della Tuscia, da sempre all’avanguardia su tali tematiche, di concerto con le organizzazioni sindacali degli agricoltori ed il comitato.
L’efficienza dei pannelli fotovoltaici – afferma inoltre il dott. Rossi – è strettamente correlata alla latitudine dove essi sono installati. La nostra è una media latitudine, ciò significa medio-alte rese, che unitamente alle altre energie citate potrebbero far sì che il nostro scalo diventi un esempio di eccellenza europeo di sostenibilità ambientale.
Si potrebbe prevedere, poi, una “cogenerazione” con recupero ulteriore di energia da vapore, utilizzabile per il teleriscaldamento dell’aeroporto. Il tutto in ottica di eco-architettura d’avanguardia per contenere le perdite energetiche. (esempio: Singapore Airport).
Sulla importante tematica ambientale dell’Ecoscalo (come è stato definito dal Comitato) si sta predisponendo un convegno a Marzo con i maggiori esperti italiani ed europei in materia di ambiente ed energie pulite applicate alle grandi infrastrutture.