• Articolo , 16 ottobre 2007
  • Vittorio Prodi: caro petrolio e noi facciamo gli struzzi

  • L’impennata del brent, oggi a quota oltre 86 dollari, dovrebbe esere uno di quei segnali che ci spronano a risolvere il problema energetico con fonti rinnovabili, invece di ficcare la testa sotto la sabbia come struzzi, come sostiene il parlamentare-scienziato Vittorio Prodi

Se ce lo avessero raccontato quando era a 30 dollari, che un giorno il greggio sarebbe schizzato sopra gli 86, l’avremmo presa come una barzelletta o ci si sarebbero rizzati i capelli in testa, magari correndo ai ripari. Invece oggi, a parte qualche titolo sui giornali e qualche dichiarazione, non sembra impressionarci più di tanto, e soprattutto l’uomo della strada reagisce solo quando deve pagare il pieno della sua auto, la bolletta del riscaldamento o della luce. “La gente fa finta di non sapere e sceglie di fare lo struzzo”. Almeno questo è quello che ritiene Vittorio Prodi, docente di fisica e deputato del parlamento europeo per l’Ulivo, membro della commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e della commissione per l’industria, la ricerca e l’energia. “Il petrolio non si ferma, e la gente non reagisce – sottolinea Prodi a margine di un workshop Enea sull’idrogeno – questa è la “struzzata”, il voler nascondere la testa sotto la sabbia”.
Invece tali livelli di prezzi “sono proprio ciò che dovrebbe darci la determinazione a cambiare sul serio – spiega – facendoci dirigere verso rinnovabili. Proprio come politico vorrei dare questa forte percezione che il cambiamento sarà grosso – conclude l’europarlamentare – ma ci porterà a una convivenza a livello molto più elevato, con la capacità di sottolineare la vera qualità della vita, con la caratteristica della sostenibilità, cioè di una possibilità di accedere equamente alle risorse naturali. (fonte Sole24Ore.it)