• Articolo , 3 ottobre 2008
  • World Energy Council: emergenza chiede soluzioni rapide

  • Oggi a ‘ZeroEmission Rome 2008’, una giornata di incontro internazionale organizzata dal World Energy Council Italia

L’incontro organizzato per affrontare i vari problemi, a livello internazionale, del settore energetico e la ricaduta di questa situazione sulla catena produttiva e il sistema economico nazionale.
E’ stato Gilberto Callera, presidente del Wec Italia, aprire i lavori.
“Le problematiche in gioco sono enormi e richiedono un approccio super partes, privo di emotività dovute a situazioni contingenti. Il prezzo del petrolio – ha spiegato – rappresenta un indicatore importante, ma va acquisita la consapevolezza che la natura e dimensione delle questioni ambientali, energetiche ed economiche necessitano di soluzioni stabili e durature, indipendentemente dalle fluttuazioni di prezzo di breve periodo, qualunque esse siano”.
Stamattina il tema trattato era “Energy between past and future: how to reconcile energy demand, climate change and economic competitiveness’ ed è stata l’occasione per la presentazione del Rapporto ‘Energy Technology Perspectives 2008′ presieduta dal direttore dell’Agenzia Internazionale dell’Energia per le Politiche e Tecnologie Energetiche Sostenibili Peter Boot.
Il direttore ha spiegato che, se non si attueranno significativi ed incisivi cambiamenti, le emissioni di gas ad effetto serra nel 2050 saranno cresciute del 130%. E’ personalmente convinto che un cambiamento di rotta sia possibile, ma richiederà, uno sforzo collettivo e massiccio. Occorrerà una nuova “rivoluzione energetica”, investimenti nell’ordine di almeno 45.000 miliardi di dollari in nuove tecnologie e rinnovati usi dell’energia. Tutte le opzioni dovranno essere utilizzate – rinnovabili, nucleare, fonti fossili – ma i maggiori benefici ambientali verranno da un uso efficiente dell’energia e dall’implementazione su vasta scala di tecnologie come la CCS (carbon capture and storage).
E la sessione pomeridiana è stata appunto dedicata al tema ‘Carbon capture and storage: a promising technology towards a lower carbon world’. Il Rapporto dell’Aie ha mostrato, con i risultati delle proprie ricerche, come tale tecnologia possa essere fondamentale e concorrere ad una riduzione delle emissioni stimata tra il 20 e il 28%. Dapprima si è avuta presentazione dello studio WEC ‘Carbon capture and storage: a WEC Interim balance’, realizzato da una Commissione di esperti internazionali diretta dal Direttore del Dipartimento Fossil Fuels del governo USA, Barbara McKee. Lo studio Aie spiega infatti come la cattura e il sequestro della anidride carbonica negli impianti ‘coal-based’ possa tagliare le emissioni di gas serra fino all’80-85%, anche se il processo comporta una perdita di efficienza dell’impianto. In seguito è intervenuto Raffaele Liberali, Direttore della Ricerca della Direzione Energia della Commissione Europea, sull’EU Strategic Energy Technology Plan (SET-Plan). Liberali ha sottolineato che la CCS è una tecnologia su cui la Commissione Europea crede e intende investire sia con una approfondita ricerca e con tutte le risorse economiche che s renderanno necessarie.