• Articolo , 22 marzo 2011
  • World Water Day 2011: il mondo celebra l’acqua

  • Dal 1992, grazie agli sforzi fatti dalle Nazioni Unite, l’intero pianeta dedica un’intera giornata alla risorsa acqua, sempre più a rischio e mal distribuita, nella speranza di sensibilizzare le popolazioni ad un uso più responsabile.

“Dalla terra nasce l’acqua, dall’acqua nasce l’anima…È fiume, è mare, è lago, stagno, ghiaccio e quant’altro…è dolce, salata, salmastra, è luogo presso cui ci si ferma e su cui ci si viaggia, è piacere e paura, nemica ed amica, è confine ed infinito, è cambiamento e immutabilità ricordo ed oblio”. Così, nel 400 a.C., Eraclito descriveva una risorsa naturale indispensabile come l’acqua. Già, indispensabile ma non infinita, e purtroppo messa a rischio da un uso irresponsabile e fin troppo intensivo da parte dell’uomo. La necessità di salvaguardare e proteggere questo bene universale viene ricordata come ogni anno il 22 marzo con la celebrazione mediante manifestazioni, meeting e iniziative della *Giornata Mondiale dell’Acqua.* La ricorrenza, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, è risultato del Summit della Terra di Rio ed è nata con l’obiettivo di sensibilizzare le popolazioni sulla delicata questione “acqua”, ponendo particolare attenzione sull’accesso all’acqua dolce e alla sostenibilità degli ecosistemi acquatici. “Water for Cities: responding for the urban challenge”:http://www.worldwaterday2011.org/ il sottotitolo dell’edizione 2011 della manifestazione. Infatti in questa edizione il “World Water Day”:http://www.worldwaterday.org/ (WWD) focalizza l’attenzione sulla gestione delle risorse idriche negli agglomerati urbani. Circa *3,3 miliardi di persone vivono nelle città*, e la progressiva crescita dei centri abitati si sta inevitabilmente legando a ingenti conseguenze sui sistemi idrici, oltre agli effetti negativi dovuti ad una eccessiva industrializzazione, ai cambiamenti climatici, ai conflitti e alle calamità naturali. Il dibattito sul *rapporto acqua-città* verrà quindi affrontato in uno dei tre principali _main global event_ che si terranno oggi all’Internatonal Convention Centre di Cape Town. *The African Caucus* e *The Global Forum* gli ulteriori due dibattiti in programma: il primo improntato sulle sfide dell’igiene urbana del continente africano, basato sull’esito del terzo African Water Week, tenutosi ad Addis Abeba lo scorso novembre, mentre il secondo vedrà protagonisti rappresentanti delle Nazioni Unite, i Ministri africani dell’AMCOW e personaggi di spicco del settore mediatico e privato, i quali riassumeranno i risultati delle celebrazioni globali del WWD 2011, nell’intento di fornire una guida politica volta ad accelerare il raggiungimento degli obiettivi previsti in materia di qualità dell’acqua a disposizione nelle città africane. Ed è proprio la problematica inerente la potabilità, che nella maggior parte delle nazioni si va ad aggiungere alla scarsità delle risorse idriche, ad assumere ogni giorno contorni più preoccupanti. Secondo uno studio condotto dall’ONU al 2025 saranno 30 i paesi ad essere minacciati da una profondo rischio di “povertà idrica”, rispetto ai 20 nel 1990, che tradotto in numeri sta a significare che ogni persona avrà accesso a *meno di 1.000 metri cubi di acqua all’anno*. Diciotto dei paesi inseriti in questo elenco si trovano tra il Medio Oriente e il Nord Africa, divenendo di conseguenza anche le regioni con la più alta probabilità di conflitti innescati dalla scarsità dell’acqua. “Siamo convinti che si tratti di un problema che deve essere affrontato dall’UN Security Council” ha dichiarato Zafar Adeel, Presidente di UN-Water, l’agenzia che coordina le attività relative all’acqua di tutte le agenzie ONU e secondo cui, con 1,8 miliardi di persone minacciate dalla scarsità dell’acqua al 2025, le nazioni dovrebbero mettere in campo tutte le armi ad oggi disponibili per proteggere questo bene fondamentale. Tra gli elementi chiave anche proteggere e gestire al meglio anche le foreste, al fine di garantire una fornitura sicura di acqua pulita alle comunità vulnerabili. “Le foreste sono parte delle infrastrutture fisiche di qualsiasi paese e sono essenziali per il ciclo dell’acqua,” ha dichiarato il vice Direttore Generale Eduardo Rojas-Briales della FAO. Una corretta gestione dei bacini forestali potrebbe fornire infatti una soluzione, almeno parziale, per i comuni che necessitano di un maggiore accesso all’acqua. “La gestione delle acque e le foreste sono strettamente connessi e necessitano di soluzioni politiche innovative che tengano conto della natura trasversale di queste risorse vitali”, ha detto Jan McAlpine, Direttore del Forum delle Nazioni Unite sulle foreste, che ha poi aggiunto ”il nesso acqua-terra-foreste, influisce direttamente sulla qualità della vita delle persone, i loro mezzi di sussistenza e la loro sicurezza alimentare”.

E mentre miliardi di persone devono razionalizzare l’uso delle loro risorse idriche, noi italiani, che pur avendo un ampia disponibilità di acqua potabile, la paghiamo a caro prezzo. Secondo l’annuale dossier, reso noto ieri, dell’Osservatorio prezzi & Tariffe di Cittadinanza il costo dell’acqua è aumentato del 6,7% rispetto al 2008, con una spesa media a famiglia pari a circa *270 euro l’anno per il servizio idrico*. Un Servizio Idrico Integrato controverso e inefficiente, che rischia di veder passare la gestione del settore da monopoli pubblici a monopoli privati. Sempre secondo il rapporto un italiano su due infatti dichiara di non bere l’acqua del rubinetto a causa del cattivo sapore e di una scarsa fiducia nel sistema dei controlli, preferendo ad essa l’acqua in bottiglia con una spesa mensile di circa 40 euro a famiglia. Le carenze di acquedotti, fognature e sistemi di depurazione in Italia sta generando un enorme danno ambientale ed economico, spiega Alessandro Marangoni, amministratore delegato di Althesys: la società di consulenza ha in occasione della Giornata svolto un’indagine da cui risulta che le carenze delle infrastrutture idriche costano agli italiani *fino a 110 miliardi di euro*. Lo studio calcola in 51mila chilometri il fabbisogno di nuove reti (oltre 30mila di acquedotti e circa 21mila di fognature) e in oltre 170mila chilometri le necessità di rifacimenti, dei quali 125mila per acquedotti. “Con questi interventi l’Italia si metterebbe al livello dei migliori Paesi europei”, assicura Marangoni. Il World Water Day quindi serve proprio a farci comprendere che la risorsa Acqua, nella maggior parte dei casi, è mal distribuita, sprecata, inquinata, inaccessibile,non rispettata, occorre perciò modificare necessariamente le no stre abitudini, e nel rispetto della nostra salute, e nel rispetto dello stato di salute degli ecosistemi idrogeologici.