• Articolo , 1 dicembre 2008
  • WWF: il piano anticrisi urla “abbasso l’efficienza energetica”

  • Il Governo italiano frena su un percorso energetico che la vede già in ritardo e il WWF avverte: “Ripensateci, sono provvedimenti fuori da ogni logica”

“Altro che salva-crisi, questo provvedimento mette le mani direttamente nelle tasche dei cittadini, quelli più virtuosi e che avrebbero beneficiato del taglio dei costi in bolletta grazie agli interventi di efficienza nella propria casa”. Questa la ferma convinzione del WWF in merito a quella che viene definita una ‘cancellazione’ da parte del Governo italiano degli incentivi al risparmio energetico. E la misura diviene anche più grave se contestualizzata negli attuali sforzi europei e statunitensi per rendere l’efficienza fattore chiave nella risalita economica. “L’Italia è fuori dal mondo, politicamente e in pratica, perché non ha visione del futuro”, dice il WWF, sottolineando come il pacchetto anti-crisi remi contro lo sviluppo della forma di energia più intelligente, a portata di mano, ovvero, quella che i cittadini possono risparmiare, e far risparmiare al Paese, con semplici interventi di efficienza energetica. E ancora più grave dal momento che tutti coloro che hanno già avviato la messa in efficienza della propria casa non hanno la certezza del rimborso, dovendo sottostare alla verifica dell’Agenzia delle Entrate. “Inoltre – si legge in una nota stampa – la costituzione stessa del Fondo istituito per gli eventuali rimborsi ancora in pendenza è un segnale gravissimo, segno che questo Paese non riesce ad investire illimitatamente in una fonte di energia di ‘sicura rendita economica e ambientale’ come è l’efficienza energetica”.

“Nel decreto anti-crisi – prosegue il WWF – andrebbe introdotto il principio che subordina ogni aiuto alle imprese al taglio delle emissioni di CO2 e andrebbero previsti sostegni concreti per le famiglie disagiate per aiutarle risparmiare energia, non a consumarne di più: è quello che sta facendo il resto del mondo, un modo per aiutare la lotta ai cambiamenti climatici, ma anche per aiutare davvero l’economia a ripartire su basi nuove. Occorre avere finalmente una visione strategica. Il segnale sconfortante che viene dal decreto anti-crisi si scontra ‘frontalmente’ con la parte consistente d’Italia che stiamo incontrando in questi giorni nel road show sull’Anno del Clima (Comuni, Regioni e tanti cittadini), desiderosa di essere in linea con Kyoto e in attesa di strumenti e strategie concrete per poter agire concretamente sul taglio di emissioni”.