• Articolo , 3 luglio 2008
  • WWF: per il clima nessuno dei paesi del G8 fa abbastanza

  • Uno studio dell’associazione e Allianz detta le pagelle dei paesi industrializzati, giudicandoli attraverso 9 parametri. Ma sono tutti ancora troppo lenti nella corsa contro il Climate Change

Lo studente è intelligente, ma non si impegna: questo si potrebbe dire guardando le “pagelle” stilate dal WWF e da Allianz per ognuno dei Paesi del G8, in merito al personale impegno nella lotta ai cambiamenti climatici. Sono stati infatti diffusi oggi, a livello mondiale, i risultati del rapporto “G8 Climate Scorecards”, una sorta di barometro sulle politiche di riduzione delle emissioni dei “grandi” della terra, classificati secondo nove parametri, come il trend delle emissioni di gas serra dal 1990 a oggi, i progressi fatti per rispettare il protocollo di Kyoto, l’efficienza energetica, l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili e lo sviluppo del mercato del carbonio. Ma nonostante i paesi industrializzati possano vantare molteplici risorse, dai dati si evince che ancora nessuna delle Nazioni del G8 si sta impegnando seriamente a guidare il mondo verso un’economia a basso livello di carbonio. A livello mondiale è il blocco dei paesi UE, con al primo posto la Gran Bretagna, seguita da Francia e Germania e solo quarta l’Italia, a portare avanti le politiche sul clima più virtuose per la salvaguardia del clima. “Essere l’avanguardia mondiale nell’implementazione e la continuazione del Protocollo di Kyoto – commenta il WWF – ha di fatto permesso al blocco comunitario di arrestare la crescita delle emissioni climalteranti”. “Tuttavia – precisa – tutti questi paesi sono solo a metà della strada che ancora c’è da percorrere”; basti pensare che ancora nessuno di loro è stato in grado di prendere le distanze dalla tentazione del carbone. Ben peggiore è la situazione riscontrata nei Paesi G8 non europei che occupano gli ultimi posti della classifica, con il Giappone che sta aumentando le proprie emissioni, seguito dalla Russia ed infine Canada e USA detentrici addirittura della maglia nera delle politiche per il clima. Il rapporto ha anche analizzato le performances di Brasile, Sudafrica, Cina, India e Messico utilizzando ovviamente parametri diversi. In linea di massima le cinque economie emergenti mostrano dei livelli di emissione pro-capite sensibilmente inferiori ai paesi industrializzati, ma la crescita delle emissioni in termini assoluti rimane un fattore di preoccupazione. La tabella che sintetizza lo stato di avanzamento delle politiche ambientali dei Paesi del G8 ed i dossier integrale possono essere consultati all’indirizzo: “http://beta.wwf.it”:http://beta.wwf.it/client/ricerca.aspx?root=17229&content=1