• Articolo , 9 novembre 2009
  • WWF, un decalogo per edifici davvero verdi

  • In occasione della giornata per l’architettura sostenibile Fulco Pratesi Presidente del WWF Italia e Vanessa Ranieri del WWF Lazio hanno passato in rassegna regole, progetti e principi per la costruzione green ad hoc

(Rinnovabili.it) – Quali e quanti modi esistono per riconoscere un edificio realmente sostenibile? In occasione dell’evento tenutosi oggi a Roma “Costruire per il clima”, organizzato dal WWF con la partecipazione delle Edizioni Ambiente ed il patrocinio della Provincia di Roma, l’associazione ambientalista ha dato la propria risposta alla domanda redigendo un “decalogo”:http://www.wwf.it/UserFiles/File/News%20Dossier%20Appti/DOSSIER/comunicati%20stampa/clima_2009_11_9_casaecologica.pdf che raccoglie gli indizi facilmente riconoscibili, utili a decretare la reale qualità ambientale di una qualsiasi struttura.
L’ambiente con le sue mille accezioni, oltre ad essere diventato di fatto una delle realtà costanti e ben inserite del nostro vocabolario sociale ed economico, per le molte e varie ragioni legate alla salvaguardia dell’ecosistema terrestre e al risparmio dell’energia, è però sempre più spesso vittima di strategie di marketing e di metodi utili e veloci per far soldi, specie nell’ambito dell’edilizia. Ma perché un’architettura sia realmente sostenibile non basta un’etichetta e qualche suffisso “eco-” generosamente concesso come vuole l’ultima moda progettuale. Innanzitutto, spiega il WWF, è essenziale essere consapevoli di quali siano le reali necessità che spingono a costruire un edificio, quali i metodi, i materiali e il risparmio ottenibile e il beneficio per la comunità. Il Presidente di WWF Italia nonché architetto Fulco Pratesi, alla presenza della Presidente di WWF Lazio Vanessa Ranieri, ha identificato l’arte della costruzione sostenibile “uno degli strumenti più concreti e immediati di cui disponiamo per diminuire l’impatto delle nostre società sul pianeta e affrontare la sfida dei cambiamenti climatici già in atto”.
Un architettura, per tanto, intesa come espediente inscindibile dalla componente ambientale e come “strumento fondamentale per ridurre le emissioni di CO2”, e perché possa professarsi realmente verde, a basso impatto sull’ambiente e ben integrata con meccanismi finalizzati a risparmiare energia, deve poter osservare dieci importanti requisiti:

* 1) la sua costruzione sia indispensabile
* 2) sia adeguatamente localizzata
* 3) sia specifica per una località
* 4) recuperi o riqualifichi l’esistente
* 5) riduca al minimo le dimensioni
* 6) usi materiali a basso impiego di energia, salubri e a basso impatto
* 7) riduca il bisogno di energia
* 8) dia un ruolo attivo nella progettazione agli abitanti
* 9) esprima la capacità sociale del costruire
* 10) sia finalizzato al benessere della comunità

Lungo il corso del Convegno inoltre Fulco Pratesi assieme a Vanessa Ranieri hanno avuto modo di inquadrare con l’aiuto degli architetti a capo dei progetti diverse proposte direttamente dall’edilizia verde: dal disegno per un nuovo quartiere residenziale a Pieve di Cento (BO) di Angelo Mingozzi che ha saputo coniugare i temi della bioclimatica con le scelte tecnologiche ed il contesto locale, si è passati a trattare dello studio dei materiali per l’isolamento termico degli edifici, di Paolo Rava. In conclusione un piano di riqualificazione di un area disagiata dell’Africa grazie ai metodi avanzati dell’ ‘architettura dell’essenziale’, di Emilio Caravatti. A confezionare i buoni propositi della Conferenza Pratesi ha voluto evidenziare che mai come “in questo anno cruciale per il clima e il territorio, con la Conferenza di Copenhagen da un lato e una foga costruttiva sempre crescente dall’altro, è fondamentale che la reale sostenibilità diventi un parametro di prassi in ogni aspetto dell’architettura, dalla riqualificazione dell’esistente alla realizzazione di nuove opere”.