• Articolo , 7 settembre 2008
  • XI edizione del Festival Cinemambiente

  • Gli allarmi ormai quotidiani spingono sempre più i governi ma soprattutto le persone comuni ad ammettere l’urgenza dei problemi ambientali e la necessità di strategie economiche sostenibili e rispettose del pianeta. I problemi che la nostra epoca ci pone, il riscaldamento globale, lo sviluppo demografico, la carenza di risorse energetiche, l’instabilità e l’incertezza socio-economica, lo […]

Gli allarmi ormai quotidiani spingono sempre più i governi ma soprattutto le persone comuni ad ammettere l’urgenza dei problemi ambientali e la necessità di strategie economiche sostenibili e rispettose del pianeta.
I problemi che la nostra epoca ci pone, il riscaldamento globale, lo sviluppo demografico, la carenza di risorse energetiche, l’instabilità e l’incertezza socio-economica, lo sviluppo incontrollato delle nuove potenze economiche sono temi complessi e controversi. Le occasioni di riflessione e approfondimento diventano pertanto urgenti e necessarie.
Negli ultimi anni contributi utili alla riflessione sulla salvaguardia dell’ambiente giungono da differenti settori dell’arte e della cultura.
Il cinema, impegnato in prima linea e con grande attivismo in questa “battaglia”, ha trovato nel documentario lo strumento di eccellenza per la diffusione e il sostegno della coscienza ambientalista.
Diretto da Gaetano Capizzi e organizzato dal Museo Nazionale del Cinema, il Festival Cinemambiente avrà luogo a Torino dal 16 al 21 ottobre 2008 per superare con l’XI edizione lo straordinario successo di pubblico e di attenzione dello scorso anno e ribadire il ruolo di maggiore manifestazione cinematografica italiana a tematica ambientale.
Obiettivo del Festival Cinemambiente, è di dare voce alle istanze di difesa dell’ambiente e alle possibili soluzioni per lo sviluppo sostenibile.

A conferma della crescita e del riconosciuto profilo culturale del Festival, l’XI edizione di Cinemambiente si svolgerà in numerose sedi, coinvolgendo il centro della città di Torino. Proiezioni e incontri avranno luogo nelle sale del Cinema Massimo, del Museo Regionale di Scienze Naturali che oltre a proiezioni e conferenze ospiterà tre mostre fotografiche nella splendida “crociera” dell’ultimo piano, recentemente inaugurata. Il King Kong Microplex, sarà sede per film ed eventi speciali e, ospitando conferenze stampa, incontri oltre alle tradizionali matinèe con registi, autori e protagonisti del Festival. Si confermano partner del festival anche Amantes dove sarà allestita una mostra fotografica e il Circolo dei Lettori che ospiterà gli aperitivi letterari ecosostenibili con la presentazione di importanti libri a tematica ambientale e l’UGC Citè di Moncalieri che, insieme alla Cascina Marchesa e al Museo Diffuso della Resistenza saranno sede di iniziative collaterali.
Tornano le iniziative di sensibilizzazione della sezione Ecokids, un festival nel festival, che grazie all’appoggio di volontari e personaggi del mondo dello spettacolo porta il cinema ambientalista nelle scuole elementari, medie e superiori di 15 comuni piemontesi.
Confermata la formula concorso con le tre sezioni: Doc Internazionali, Doc Italiani e Cinema di Animazione, ma il Festival Cinemambiente non si esaurisce con i suoi concorsi. Il cartellone è, infatti, impreziosito della sezione Panorama, che porta a Torino molti medi e cortometraggi a tema ambientale, così come è sempre più rilevante il contributo alla riflessione delle sezioni Ambiente e Diritti e Ambiente e Lavoro.
Molti i temi forti sui quali si articolerà la programmazione: dall’Ecodesign nell’anno in cui Torino è capitale mondiale del design al focus sull’Anno Polare Internazionale che si celebra nel 2008 e per il quale saranno chiamati a testimoniare gli Inuit, la popolazione di indiani nordamericani che più di ogni altra è custode del valore delle terre ghiacciate del pianeta.
Tra gli argomenti proposti dall’edizione 2008 troviamo quello dell’acqua; le risorse idriche sono sempre più rare e preziose e oggi sono circa 1.400.000.000 le persone che nel mondo che non hanno accesso all’acqua potabile, più di 2 miliardi quelle che non hanno alcun sistema sanitario domestico, e una persona su 3 non beneficia di sistemi di depurazione delle acque usate. Numeri allarmanti sui quali il Festival ha deciso di concentrare una parte del lavoro.
Le prime anticipazioni del concorso internazionale rivelano innanzitutto un nuovo modo di proporre al pubblico le tematiche ambientali. Una scelta che Cinemambiente appoggia per l’atteggiamento che non si limita alla denuncia e agli allarmismi. In documentari come Recipes for a disaster e Garbage, The revolutions starts at home i registi pur registrando una situazione di crisi ambientale, si concentrano sul concetto di buone pratiche e su ciò che si può fare nel nostro quotidiano, nelle nostre famiglie. In concorso dunque questi due documentari “empirici”, basati sull’esperienza diretta e che evidenziano la necessità ma anche le difficoltà di diventare tutti più “green”. John Webster ha vissuto per un anno con la sua famiglia con l’obiettivo di ridurre le emissione di CO2, eliminando l’uso dell’auto e correggendo consumi e abitudini di tutta la famiglia. Andrew Nisker invece ha convinto la famiglia di due amici a essere protagonista del suo esperimento cinematografico/ambientale: madre, padre e 3 figli per 3 mesi accettano la sfida di tenere nel garage i rifiuti prodotti. Un documentario che in maniera divertente ma approfondita fa riflettere sull’importanza non solo di riciclare ma soprattutto di ridurre la produzione di rifiuti.
The Nuclear Comeback affronta invece un tema che torna a essere attuale sia a livello internazionale sia italiano. Attraverso un viaggio nei principali impianti nucleari del mondo il regista riflette sui pro e contro di tornare a questo tipo di energia. Il nucleare, visto da alcuni come unica vera alternativa al petrolio e soluzione per il riscaldamento climatico, continua a essere estremamente rischioso e costoso dividendo la comunità scientifica, l’opinione pubblica e gli ambientalisti stessi.
Un’altra tendenza del documentario ambientale è l’affrontare i diversi temi dal punto di vista del futuro. The Age of Stupid (vincitore del “Best Green Doc” al Sunny Side of the Doc) è per esempio realizzato con un interessante approccio narrativo ai confini dei generi, tra documentario, animazione e fiction con l’ottima interpretazione di Pete Postlethwaite (nominato all’Oscar per “Nel nome del Padre”). Nel 2055 in un mondo completamente modificato dai cambiamenti climatici un archivista, interpretato da Postelwaite, conserva materiale video del passato dell’umanità: il film propone quindi 6 storie parallele ambientate oggi, nel 2008, per raccontare cosa avremmo potuto fare per fermare i cambiamenti climatici e le gravi conseguenze sul pianeta e l’ecosistema.
The Beast Within è un’incredibile documentazione di un fenomeno diffuso nel mondo ma poco conosciuto: i combattimenti organizzati tra animali. Il regista Scagliola compie un viaggio dal Messico alla Cina, dagli Usa all’Indonesia crea un film, meraviglioso anche dal punto di vista fotografico, che indaga l’istinto di violenza dell’uomo.
Perché anche attraverso il cinema, vera finestra sulle realtà multiformi del pianeta, ci può essere la spinta non solo per un rallentamento quantitativo dei nostri consumi, ma anche per un vero e proprio cambiamento non solo nei sei giorni di Festival.