• Articolo , 20 luglio 2007
  • Zaratti: nel Lazio rinnovabili ‘doc’ grazie a ricerca e incentivi

  • Uomo schivo e pragmatico, ha organizzato il suo assessorato come una straordinaria macchina di iniziative e promozione del risparmio energetico nell’unica regione italiana che ha depositato uno specifico marchio: “Lazio Rinnovabile”

Filiberto Zaratti è senza ombra di dubbio un uomo che proviene dal “nocciolo duro” del mondo verde italiano.
Egli vanta impegni di lunga data nel movimento ambientalista ed ha conosciuto diverse stagioni politiche, ma attualmente siede sull’ “impegnativa” poltrona di Amministratore dell’Ambiente in una regione, da questo punto di vista, particolarmente complessa e contraddittoria: il Lazio.

Mauro Spagnolo – *Assessore Zaratti, quello in corso mi sembra l’anno delle “verità ambientali”. Pare che i nodi stiano venendo tutti insieme al pettine: sto pensando, ad esempio, al recente Rapporto dell’IPCC. Qual è il suo parere sull’attuale scenario globale del nostro Pianeta?*
*Filiberto Zaratti* – Il Rapporto dell’Ipcc e ancora prima quello Stern hanno aperto una breccia sul fronte dell’opinione pubblica e su vasti settori del mondo dell’economia e delle imprese, per quanto riguarda i cambiamenti climatici. Ora si tratta di gestire questa domanda che viene dai settori più disparati della società e in questo quadro il ruolo della politica diventa importante. Dopo anni nei quali la Politica a livello mondiale sembrava aver lasciato il passo all’Economia, ai processi distorti di globalizzazione e alle dinamiche meramente finanziarie, ora deve ritrovare il suo ruolo. L’evidenza dei cambiamenti climatici mette in luce il fallimento di una politica mondiale che deve essere corretta, in direzione di una maggiore sostenibilità socioambientale, e in questo senso la politica deve diventare protagonista, guidando il cambiamento verso la sostenibilità.

MS – *A questo proposito, come giudica le competenze di un Ente Locale, che per definizione amministra una specifica porzione di territorio, con la globalità dei problemi sul cambiamento climatico? Siamo arrivati ad una realtà di tale gravità che le politiche ambientali locali devono lasciare il passo a quelle nazionali o, addirittura, continentali?*
*FZ* – Il “vecchio” slogan Globale è Locale è ancora più attuale di fronte ai cambiamenti climatici e il ruolo degli enti locali è decisivo su tre fronti. Il primo è quello della riduzione delle emissioni e in questo quadro gli Enti Locali possono molto perchè hanno dei sensori precisi sulle realtà presenti nel territorio, specialmente per ciò che riguarda il nostro Paese il cui tessuto produttivo è fatto di PMI che difficilmente riescono a fare sistema e a ottimizzare i propri consumi energetici. Il secondo è quello relativo al cambiamento degli stili di vita dei cittadini in direzione di una maggiore efficienza. Da questo punto di vista l’Ente Locale è quello che conosce meglio la popolazione e può attuare politiche georeferenziate nel dettaglio, mirate e cucite su misura rispetto al tessuto sociale del territorio. E il terzo è quello, spesso sottovalutato, della mitigazione degli effetti che dovranno essere svolti a livello locale per forza di cose.

MS – *Parliamo di energia. Che ruolo ha il fattore energetico nella lotta al cambiamento climatico?*
*FZ* – Il fattore energetico è fondamentale. E non lo dico io, ma lo dice l’Europa che ha fissato gli obiettivi del 20% d’aumento dell’efficienza energetica, del 20% di aumento dell’utilizzo delle fonti rinnovabili e del 20% di diminuzione delle emissioni serra. Si tratta di target che coinvolgono l’energia perché il fattore energetico è pervasivo all’interno di ogni attività umana se si pensa che, pur sbagliando dal mio punto di vista, la ricchezza delle nazioni viene misurata in base ai consumi energetici.

MS – *Veniamo specificatamente alle politiche ambientali della Regione Lazio. Quali sono, concretamente, gli obiettivi e le conseguenze strategiche che l’Amministrazione ha individuato sul tema, ad esempio, dell’energia?*
*FZ* – Parliamo di rinnovabili ed efficienza che sono gli argomenti che competono al mio Assessorato.
Sul fronte delle applicazioni concrete delle rinnovabili, abbiamo voluto promuovere, attraverso installazioni nelle scuole, nei parchi, nelle università e nelle abitazioni dei cittadini, l’utilizzo concreto e nei fatti delle energie verdi. In diciotto mesi con le nostre iniziative abbiamo coinvolto 114 comuni, 12 comunità montane, 12 Parchi e Aree Protette, 50 mila studenti universitari, 148 scuole e 2.520 classi elementari e medie. Sul fronte delle emissioni di gas serra la potenza totale installata di rinnovabili nel Lazio, che oggi è di 21 MW, con un incremento del 2.100% rispetto agli anni precedenti, permette di evitare l’emissione di ben 59.000 tonnellate di CO2/anno nell’atmosfera, contribuendo così nella nostra Regione al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto. Lo sforzo economico per realizzare questo piano non è stato indifferente. La cifra totale impegnata dalla Regione è di 135 milioni di euro – dei quali 50 di Fondi strutturali europei – ma il valore di questo investimento è ancora maggiore. I 15 milioni di euro a disposizione del fondo di rotazione, un sistema di microcredito che ha come finalità l’accesso alle rinnovabili da parte dei cittadini e della piccola e media impresa, agiranno da moltiplicatore finanziario innescando un ulteriore circolo virtuoso per lo sviluppo delle rinnovabili.

MS – *La regione può avere un ruolo anche sul fronte della Ricerca & Sviluppo per le rinnovabili?*
*FZ* – Con questa logica stiamo lavorando alle rinnovabili nel Lazio mantenendo un doppio binario che giudichiamo indispensabile per ciò che riguarda lo sviluppo delle fonti alternative.
Da un lato supportiamo la ricerca applicata in due settori che riteniamo strategici come il fotovoltaico e l’idrogeno, mentre dall’altro realizziamo esempi concreti di applicazione delle rinnovabili sul territorio, incentivando e diffondendo le fonti alternative e l’efficienza energetica presso i cittadini e le imprese. In questa maniera contiamo di accelerare i tempi nell’introduzione delle rinnovabili nel Lazio, creando un circolo virtuoso tra mondo della ricerca e società civile. Attraverso un’articolata serie di interventi, stiamo finanziando i due poli di ricerca per un importo di 15 milioni di euro in tre anni e ci aspettiamo da quest’investimento una ricaduta sia in termini tecnologici, sia dal punto di vista della creazione d’impresa, con una conseguente creazione di posti di lavoro stabili e altamente qualificati. Vogliamo seguire la strada tracciata dalla Germania dove con uno sviluppo delle rinnovabili si è arrivati a toccare i 214 mila posti di lavoro nelle industrie verdi, superando il numero degli addetti del comparto automobilistico.

MS – *L’Assessorato da Lei diretto coordina la gestione delle aree protette regionali. Esiste un punto di contatto tra protezione della natura e sviluppo della sostenibilità, come l’utilizzo delle energie da fonte rinnovabile?*
*FZ* – Assolutamente si. Le Aree protette sono zone dove si deve sperimentare lo sviluppo socioeconomico accompagnato da un alto grado di integrazione con la tutela ambientale. In questo senso le Aree protette sono dei veri e propri laboratori di sostenibilità ambientale dove creare delle buone pratiche da diffondere sul resto del territorio. In questo senso le rinnovabili nelle Aree protette sono fondamentali, la sperimentazione di fonti alternative come il fotovoltaico e il minidroelettrico in aree così sensibili è molto importante per affinare sia il livello delle installazioni, sia la loro gestione sociale e comunicativa. E per comprendere al meglio queste dinamiche, abbiamo attivato anche un gruppo di lavoro che sta svolgendo l’audit energetica dei Parchi del Lazio.

MS – *Assessore Zaratti, quali sono le quattro maggiori emergenze ambientali della Regione Lazio?*
*FZ* – Energia, aria, acqua e territorio. Siamo una Regione che possiede una generazione energetica superiore ai suoi consumi, che ha grandi problemi di mobilità, una gestione del territorio complessa e un alto grado di antropizzazione. Si tratta di problemi che spesso si interconnettono tra di loro e la cui soluzione è difficile sia sul fronte ambientale, sia su quello sociale, se non si applica un approccio generale che osservi e analizzi i problemi specifici inserendoli in un contesto più complessivo.

MS – *Sullo spinoso tema delle politiche ambientali, sono in molti ad esprimere perplessità sulle esclusive competenze, nell’ambito dell’Amministrazione regionale, di un unico Assessorato. Se dovessimo disegnare una strategia ottimale, a suo parere, come dovrebbero essere suddivise le varie responsabilità sui temi ambientali?*
*FZ* – Le competenze ambientale devono rimanere in un unico Assessorato perché sia la visione globale delle problematiche ambientali, sia i saperi tecnico-scientifici devono trovare un unico luogo di espressione e non frammentarsi. La cosa che dobbiamo fare assolutamente è quella di sviluppare il lavoro interassessorile in maniera aperta, trasparente e senza competizioni. Oggi nel Lazio l’Assessorato all’ambiente si è fatto promotore di due esperienze che giudico importanti: il tavolo di lavoro sull’efficienza energetica negli ospedali con l’assessorato alla Sanità e la Cabina interassessorile per Kyoto che coinvolge ben sette assessorati. L’istituzione di questi momenti di confronto è stata accolta dai partecipanti con un entusiasmo che ci ha sorpreso positivamente e penso che si tratti di esperienze rare nella PA che devono essere moltiplicate.

MS – *A livello energetico, in conclusione, cosa vorrebbe augurare ai cittadini laziali nel prossimo futuro?*
*FZ*: L’energia è socialmente pervasiva e per poter progettare un futuro migliore per tutti, e specialmente per le generazioni future è necessario considerare i risvolti sociali ed etici dell’energia, Kyoto ne è un esempio. Io voglio che in futuro i cittadini del Lazio possano utilizzare un’energia pulita, giusta e libera. Perché attraverso questa nuova concezione dell’energia passa anche una buona parte della democrazia.