• Articolo Bonn, 27 maggio 2016
    • Si chiude il primo incontro dopo la COP 21

      Due anni per avviare il motore dell’accordo sul clima

    • Alla conclusione del ciclo di negoziati UNFCCC, i delegati concordano che per l’entrata in vigore dell’accordo sul clima dovremo attendere il 2018

    Due anni per avviare il motore dell'accordo sul clima

     

    (Rinnovabili.it) – Potrebbero servire più di due anni per scrivere un regolamento condiviso e dettagliato per una transizione radicale dai combustibili fossili. È quanto il quadro che emerge dalla conferenza sul clima di Bonn, primo vertice successivo alla COP 21 in cui i delegati UNFCCC si incontrano.

    I negoziati si sono tenuti dal 16 al 26 maggio (ieri), con l’intento di dare corpo alle misure contenute nell’accordo di Parigi. Il documento di 31 pagine è un insieme di target aspirazionali, ma adesso è necessario che si incarni in regolamenti strutturati per diventare effettivo. La ratifica parlamentare è solo uno dei due passi necessari a rendere il Protocollo applicabile.

    Tosi Mpanu-Mpanu, presidente del gruppo dei 48 Paesi meno sviluppati, ha criticato duramente l’accordo sul clima: «Ciò che avete creato è una specie di mostro da un punto di vista giuridico, perché è aperto a molte interpretazioni».

    Molti delegati ritengono urgente fissare le regole per implementare effettivamente il trattato, dal momento che l’impatto dei cambiamenti climatici sta crescendo. L’anno scorso è stato il più caldo mai registrato e questi ultimi mesi hanno battuto i record di tutti i tempi.

     

    Due anni per avviare il motore dell'accordo sul clima 2Molti Paesi sostengono che l’accordo di Parigi, già sottoscritto da 177 nazioni, potrebbe entrare in vigore quest’anno o il prossimo. Ma prima deve essere formalmente ratificato da almeno 55 Stati che rappresentino almeno il 55% delle emissioni globali.

    Alcune nazioni sono a disagio perché il candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti, Donald Trump, in una delle sue sparate ha detto che se venisse eletto chiederebbe di rinegoziare il trattato.

    Intanto, le nazioni in via di sviluppo hanno detto che proveranno a spingere, durante la COP 22 di novembre in Marocco, per ampliare un piano sulle rinnovabili da 10 miliardi di dollari per l’Africa. Il piano, proposto e approvato lo scorso anno, non include tutte le nazioni povere. Al vertice di Marrakech si tenterà, tra le altre cose, di raddrizzare questo programma.

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