• Articolo New York, 24 novembre 2015
  • Rapporto dell’UNICEF per la COP 21

    Cambiamento climatico: a rischio mezzo miliardo di bambini

  • Poveri, malati e senza mezzi, esposti alle crudeli sferzate del cambiamento climatico. La sorte di 500 milioni di bambini dipende dai leader globali

Cambiamento climatico a rischio mezzo miliardo di bambini

 

(Rinnovabili.it) – Vivono con tre dollari al giorno, in aree ad altissimo rischio di inondazioni o colpite da gravi siccità. Vengono da Paesi dove la metà della popolazione soffre la fame e nei prossimi anni vedrà aggravarsi gli impatti del cambiamento climatico. Sono oltre mezzo miliardo di bambini, il cui futuro, quando non ancora compromesso, è anche nelle mani di chi a Parigi lavorerà per un accordo che contrasti efficacemente il riscaldamento globale.

I numeri li ha pubblicati l’UNICEF, con un rapporto che arriva in picchiata sul tavolo dei delegati ONU pronti a convergere sulla capitale francese la prossima settimana. Il dossier rivela che 530 milioni di minori abitano in aree ad alta incidenza di inondazioni e 160 milioni in zone invece completamente secche.

«I numeri sottolineano l’urgenza di agire ora – sostiene il direttore esecutivo dell’UNICEF, Anthony Lake – I bambini di oggi sono i meno responsabili dei cambiamenti climatici, ma essi, e i loro figli, sono quelli che dovranno fare i conti con le sue conseguenze. Come capita spesso, le comunità svantaggiate si trovano ad affrontare la minaccia più grave».

 

Cambiamento climatico a rischio mezzo miliardo di bambini

 

Cambiamento climatico è sinonimo di aumento delle siccità, inondazioni, ondate di caldo e di altre condizioni meteorologiche avverse. Questi eventi possono causare morte e devastazione, e possono anche contribuire alla maggiore diffusione delle principali cause di mortalità infantile, come la malnutrizione, la malaria e la diarrea. Tutto ciò può creare un circolo vizioso: un bambino privato di acqua e di servizi igienico-sanitari adeguati prima dell’avvento di una catastrofe, avrà più difficoltà e meno probabilità di recuperare in fretta a seguito dell’evento, trovandosi ancora più a rischio di fronte alla crisi successiva.

I due continenti dove si registrano le emergenze più gravi sono Africa e Asia: il primo presenta livelli di siccità cronici, il secondo un rischio elevatissimo di inondazioni.

«Sappiamo cosa deve essere fatto per evitare che il cambiamento climatico possa provocare devastazioni – ha detto Lake – Non riuscire ad agire sarebbe irragionevole, lo dobbiamo ai nostri figli e al pianeta».

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