L’Ue presenta il piano d’azione per l’acciaio

Per gestire al meglio il settore, rinnovarne la competitività, gestirne le emissioni e minimizzarne i consumi energetici l’Ue pubblica il piano d’azione per dare un futuro all’acciaio

L'Ue propone il piano di gestione dell'acciaio(Rinnovabili.it) – E’ di oggi la pubblicazione del nuovo piano d’azione della Commissione Europea, decisa a dare un nuovo futuro all’acciaio agendo principalmente in 6 ambiti:

 

1. Un quadro normativo idoneo a rilanciare la domanda di acciaio

2. Migliore accesso ai mercati esteri

3. Garanzia di costi dell’energia accessibili

4. Politica in materia di cambiamenti climatici – fair play internazionale

5. Innovazione: uno stimolo per il settore siderurgico

6. Ristrutturazione e dimensione sociale

 

Consapevole della crescita del mercato siderurgico mondiale quello europeo deve prepararsi ad affrontare le sfide e i cambiamenti dettati soprattutto dai paesi più produttivi, capitanati dalla Cina che produce il 50% dell’acciaio del pianeta. La sovraccapacità cinese sta però destando preoccupazione vista la contrazione della domanda.

Ciò che più spaventa però sono le previsioni dell’OCSE, certa che la produzione di acciaio aumenterà nel corso dei prossimi due anni di circa 118 milioni di tonnellate per arrivare ad una quota complessiva di 2.171 milioni di tonnellate entro il 2014.

 

UN SETTORE IN SOVRAPRODUZIONE Nonostante lo smaltimento dell’eccedenza produttiva possa al momento preoccupare l’Europa è certa che alcuni settori, tra cui la costruzione di centrali elettriche, la trasmissione di energia elettrica, l’edilizia abitativa ed il settore dei trasporti riusciranno a dare sempre nuove opportunità all’acciaio. A dare nuova linfa al mercato siderurgico anche la necessità di nuove sfide energetiche e di sviluppo, che richiederanno nuovo acciaio per lo sviluppo dei progetti soprattutto nel campo dell’edilizia e per la produzione automobilistica. La Commissione quindi si impegnerà a rilanciare i consumi nei settori chiave di assorbimento delle eccedenze di acciaio che insieme rappresentano il 40% della domanda europea del metallo.

 

INVESTIRE PER SALVARE IL MERCATO Per procedere la Commissione ha quindi chiesto agli Stati Membri di promuovere investimenti nel settore dell’efficienza energetica (nuove caldaie per la produzione di energia, recupero dei gas di acciaieria, turbo espansori (TRT), recupero del calore disperso e di migliorare la sostenibilità dei prodotti siderurgici per l’edilizia, sfruttando la possibilità di introdurre un marchio specifico per tali prodotti: Suststeel.

Ricordando che l’Europa è un mercato aperto la Commissione si adopera quindi a garantire l’accesso dei produttori europei d’acciaio ai mercati dei paesi terzi ribadendo che si continuerà a lottare per garantire un mercato equo e contrastare le pratiche sleali fornendo al contempo relazioni complete che definiscano l’andamento della produzione e del commercio e monitorerà i mercati dei rottami e valuterà eventuali misure da adottare, se necessarie, per affrontare la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio in paesi terzi, tenendo conto del contenuto di CO2 dei rottami.

Per essere competitivo il mercato europeo dell’acciaio deve poter avere accesso a costi sostenibili dell’energia, aumentata ultimamente del 27%. Le industrie siderurgiche hanno consumi molto elevati e i costi dell’energia influenzano notevolmente il costo finale del prodotto, che si trova a competere con il materiale ottenuto in dove i costi dell’energia sono scesi o dove sono rimasti stabili come in Usa e Canada.

 

IL LEGAME CON I CAMBIAMENTI CLIMATICI l’industria siderurgica è una delle principali fonti di inquinamento da CO2, emissioni che vanno gestito e che la Commissione europea sta cercando di rilocalizzare mediante l’assegnazione del 100% delle quote a titolo gratuito. La soluzione però è temporanea visto che col passare del tempo il rilascio di quote gratuite andrà a calare e per gli impianti sarà impossibile gestire la situazione.

Un aiuto potrebbe arrivare dall’impegno nelle politiche di riduzione dell’impatto mediante la gestione e il riutilizzo dei rottami.

Tra i punti fondamentali anche la diffusione delle tecnologie CCS per l’immagazzinamento della CO2 in modo da ridurre l’impatto ambientale delle acciaierie, che implicano però costi davvero elevati di realizzazione.

Dall’innovazione arriverà infine un ulteriore aiuto per lo sviluppo di tecnologie nuove che siano rispettose dell’ambiente.