Addio “nasoni”, a Roma le fontanelle diventano hi-tech

Acqua fresca, liscia o gassata, ma anche postazioni Usb per ricaricare smartphone e tablet. Questi i servizi erogati gratuitamente dalle nuove casette dell’acqua che nei prossimi 3 anni invaderanno la capitale

Addio “nasoni”, a Roma le fontanelle diventano hi-tech(Rinnovabili.it) – La storica fontanella romana indossa una mise Hi-tech e si prepara  ad atterrare nelle piazze, nelle ville e nei mercati della Capitale. Dotare la città di erogatori pubblici di acqua minerale liscia e gassata è la nuova sfida di Acea S.p.A che, sulla scia di sperimentazioni avvenute dal 2010 ad oggi in altri comuni italiani, ha presentato negli scorsi giorni il programma triennale di investimenti per il rinnovamento del servizio idrico integrato di Roma e Provincia.  

 

Le casette dell’acqua, per ora rappresentate da prototipi installati di fronte alla sede di Acea, consistono in manufatti scatolari dotati di un’unità di disinfezione a raggi ultravioletti, di un sistema refrigerante e di un impianto additivante di  anidride carbonica, in grado di erogare acqua minerale sia liscia che gassata ad una temperatura di circa 9°C.  L’acqua minerale viene così ottenuta dall’acqua pubblica mediante processi di microfiltrazione e igienizzazione con  raggi ultravioletti, che la rendono di pregevole qualità. Sarà possibile controllare l’erogazione dell’acqua con un dosaggio variabile tra i 200 ml (il contenuto di un bicchiere) ed un litro. Il servizio sarà completamente gratuito ed accessibile a tutti i cittadini e turisti che vogliano farne uso. Unitamente alla distribuzione dell’acqua, le casette saranno attrezzate con porte USB per la ricarica di telefoni cellulari, smartphones e tablet, e con un display dal quale sarà possibile controllare informazioni sul meteo, sulla viabilità, sui lavori in corso ed eventuali comunicazioni di Acea.

 

Lo stato igienico delle macchine, sarà continuamente monitorato tramite una gestione remota basata su microcamere.

Il programma triennale sviluppato da Acea in accordo con l’Ente d’Ambito prevede di dotare la capitale di circa 100 pubblici erogatori. Già nelle prossime settimane verranno installate le nuove casine dell’acqua in maniera capillare sul territorio partendo dalle periferie, per arrivare a coprire i mercati le ville storiche e le piazze principali. Il risparmio che ne consegue sia in termini economici che di sostenibilità ambientale è altissimo. Stimando un consumo medio giornaliero per abitante di almeno un litro d’acqua al giorno, una famiglia di quattro persone utilizza circa tre confezioni di acqua alla settimana, il cui costo può essere stimato tra i due ed i tre euro a confezione. Il risparmio annuo ottenuto si aggirerebbe tra i 280 ed i 340 euro a famiglia. Ancora più interessanti sono i vantaggi che ne trarrebbe l’ambiente: un’erogazione di circa sessantamila litri di acqua pubblica, come stimato da Acea, consentirebbe un risparmio di milleottocento tonnellate di bottiglie in plastica  ed eviterebbe l’emissione di circa cinquemila tonnellate di CO2 prodotte durante il processo di imbottigliamento,  trasporto e smaltimento.

 

Nel 2010 veniva installata a Parigi la prima maison de L’Eau, denominata “La Petillante”. Nel 2014 nella capitale italiana vedranno la luce le prime casette erogatrici di acqua minerale pubblica, ancora prive di nome.  Dovranno pensarci i cittadini a trovarne uno, chiamati in causa da Acea che chiede loro contributi e suggerimenti per una migliore gestione del servizio. Sul sito della compagnia è già disponibile un video didattico sull’utilizzo della casetta dell’acqua e sarà presto scaricabile un questionario da compilare con eventuali consigli e proposte. Acea, gli Enti, le Istituzioni hanno lanciato la sfida. Ora il cittadino dovrà raccoglierla. Il fine dell’iniziativa è ancora più alto del risparmio economico che se ne potrebbe trarre: la gestione della risorsa più preziosa viene messa a disposizione del cittadino, che non dovrà sprecarla, che dovrà proteggerla, che dovrà rispettarla.

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