Da ambientalisti 6 proposte per il Pacchetto clima-energia

Il grido di Greenpeace, Legambiente e WWF : “Sul clima l’Europa faccia di più”. Proposto un obiettivo vincolante per l’efficienza energetica e l’esclusione dei “crediti internazionali”

Da ambientalisti 6 proposte per il Pacchetto clima-energia

 

(Rinnovabili.it) – Mancano solo tre giorni al Consiglio europeo (il prossimo 26 e 27 giugno) in cui verranno discusse le misure da mettere in campo per ridurre la dipendenza europea dalle importazioni di energia. In occasione del fondamentale appuntamento, Greenpeace, Legambiente e WWF hanno inviato una lettera scritta al Presidente del Consiglio Renzi 6 proposte dedicate al Pacchetto clima-energia 2030. Proposte che cercano di alzare il tiro (debole) dell’attuale proposta comunitaria al fine di sostenere così sia la competitività che l’azione climatica dell’Europa a livello globale, senza ovviamente scordare il punto che sarà all’ordine del giorno: garantire la sicurezza energetica europea.

 

Nel dettaglio le tre associazioni  invitano il Presidente del Consiglio, a sostenere le seguenti azioni concrete:

•   introdurre un obiettivo di riduzione interna delle emissioni di gas-serra che vada ben oltre il 40% attualmente proposto per il 2030;

•   escludere il ricorso acrediti internazionali” per il raggiungimento di questo obiettivo. Attualmente il 75% dei “crediti internazionali” utilizzati dall’Unione europea sono realizzati in Russia, Ucraina e Cina penalizzando fortemente gli investimenti in tecnologie pulite sul territorio Ue;

•   introdurre un meccanismo di finanziamento comunitario a sostegno di programmi per le ristrutturazioni edilizie su larga scala e accelerare la diffusione di tecnologie per il riscaldamento con fonti rinnovabili;

•   dare priorità alle interconnessioni che aiutano il completamento del mercato interno dell’energia rispetto a quelle infrastrutture che, invece, aumentano la nostra dipendenza dalle importazioni energetiche;

•   trasformare in vincolante l’attuale obiettivo al 2020 per l’efficienza energetica ed estendere a tutti gli edifici – non solo quelli pubblici – la percentuale annua di ristrutturazione prevista dalla direttiva sull’efficienza energetica;

•   introdurre un obiettivo vincolante del 40% al 2030 per l’efficienza energetica ed aumentare l’ambizione dell’obiettivo proposto al 2030 per le fonti rinnovabili.