L’allarme della WMO: nuovo record per i gas serra

Per la prima volta le concentrazioni mensili di CO2 risultano essere superiori a 400 parti per milione in tutto l’emisfero settentrionale

Gas serra, la WMO avverte: è record di CO2 nel nord del mondo

 

(Rinnovabili.it) – Nuovo campanello d’allarme per  la concentrazione di gas serra nell’atmosfera terrestre. Per la prima volta le concentrazioni mensili di biossido di carbonio hanno superato le 400 parti per milione (ppm) in tutto l’emisfero settentrionale. Un vero e proprio record (negativo) verificatosi nel mese di aprile di quest’anno e di cui dà notizia in questi giorni la rete di vigilanza atmosferica globale della World Meteorological Organization. Le stazioni di monitoraggio del network hanno riferito del superamento della soglia dei 400 ppm durante il massimo stagionale; ciò si verifica all’inizio della primavera nell’emisfero settentrionale, ovvero prima che la crescita della vegetazione assorba la CO2. E mentre i valori massimi primaverili nell’emisfero settentrionale hanno già attraversato il livello critico, la concentrazione media annua di CO2 globale non varcherà tale soglia prima del 2015-2016.

 

“Questo dovrebbe costituire l’ennesimo campanello d’allarme per i sempre maggiori livelli di gas serra che stanno determinando il cambiamento climatico. Se vogliamo preservare il nostro pianeta per le generazioni future, dobbiamo intervenire con urgenza ora e frenare le nuove emissioni di questi gas che intrappolano il calore”, ha commentato il segretario generale della WMO, Michel Jarraud. “Il tempo sta scadendo”.

 

L’Organizzazione ha reso noto che la CO2 è stata responsabile dell’85% dell’aumento del forzante radiativo – l’effetto di riscaldamento sul clima – nel corso del decennio 2002-2012, aumentando la sua quantità in atmosfera, in media, di 2 parti per milione per anno negli ultimi 10 anni.

Secondo i dati riportati nel Bollettino della rete, la quantità di biossido di carbonio nell’atmosfera aveva già raggiunto le 393,1 parti per milione nel 2012. Dal 2012, tutte le stazioni di monitoraggio nella regione artica hanno registrato concentrazioni medie di CO2 mensili in primavera superiore a 400 ppm, in base ai dati ricevuti dalle stazioni in Canada, Stati Uniti d’America, Norvegia e Finlandia. Questa tendenza si è ora diffusa anche a latitudini più basse, come a Capo Verde, Germania, Irlanda, Giappone, Spagna (Tenerife) e Svizzera. Il dato è di particolare rilievo anche se è da tenere in conto che l’emisfero settentrionale possiede più fonti antropiche di CO2 rispetto al Sud del mondo.

 

La biosfera controlla anche il ciclo stagionale: il minimo stagionale di CO2 è in estate, quando sostanziale aumenta l’assorbimento da parte delle piante, mentre il picco è registrato in inverno-primavera quando al mancato sequestro del biossido di carbonio da parte della biosfera si associa anche la moltiplicazione delle fonti di decomposizione di materiale organico, così come le emissioni di origine antropica.