In cerca di alleati climatici: Ricercatori creano batteri mangia CO2

I ricercatori del Weizmann Institute of Science hanno modificato geneticamente l’E.coli, affinché fosse in grado di sostituire lo zucchero con il biossido di carbonio presente in atmosfera

batteri mangia CO2
Credit: Weizmann Institute of Science

Imitando le piante: nasce una nuova generazione di batteri mangia CO2

(Rinnovabili.it) – L’ingegneria genetica microbica viene nuovamente prestata alla ricerca di nuove biotecnologie salva ambiente. Dopo gli studi sui microrganismi in grado di produrre elettricità e quelli capaci di digerire la plastica, è la volta dei batteri mangia CO2. L’innovazione arriva oggi dal Weizmann Institute of Science: dopo quasi dieci anni di ricerca, gli scienziati dell’Istituto israeliano sono stati in grado di far nascere una versione modificata dell’E.coli – uno dei microorganismi che popola normalmente l’intestino animale, uomo compreso – in grado di riorentrare la propria dieta dagli zuccheri alla anidride carbonica.

“Il nostro laboratorio è stato il primo a perseguire l’idea di cambiare la dieta di un eterotrofo normale (uno che mangia sostanze organiche) per convertirlo all’autotrofismo (capacità di sintetizzare le molecole organiche a partire da sostanze inorganiche e utilizzando energia)”, afferma Ron Milo, capo ricercatore dello studio. “All’inizio sembrava impossibile, ma abbiamo imparato numerose lezioni lungo la strada, e alla fine abbiamo dimostrato che si può davvero fare. I nostri risultati sono una pietra miliare significativa verso l’obiettivo di applicazioni scientifiche efficienti e verdi”.

 

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Il lavoro, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Cell (testo in inglese), ha richiesto una modifica del DNA del batterio per aggiungere alcuni geni che le piante usano per fissare il carbonio dalla CO2 atmosferica, e altri per consentirgli di ottenere energia dal formiato. Il team ha quindi tentato di forzare l’E. Coli affinché si evolvesse in una direzione particolare, manipolando attentamente il loro ambiente.

Ai microorganismi è stato dato zucchero sufficiente per non morire di fame, ma allo stesso tempo gli è stato garantito accesso a grandi quantità di CO2 e formiato. Nel tempo, i ricercatori hanno dato alle nuove generazioni di batteri sempre meno zucchero e dopo circa 200 giorni dell’inizio dell’esperimento, alcuni esemplari di E. coli erano già in grado di alimentarsi solo con l’anidride carbonica.

Ma cosa possiamo effettivamente fare con questi batteri mangia CO2? Per rispondere basta guardare all’impiego che oggi viene fatto di simili microorganismi. Attualmente, alcuni ceppi batterici possono essere coltivati per produrre prodotti preziosi come antibioticigrafene e carburanti, ma questi processi di solito richiedono molto zucchero sotto forma di sciroppo di mais. I ricercatori affermano che la generazione ingegnerizzata potrebbe sostituire i tradizionali batteri, rinunciando al glucosio e dando anche una mano all’ambiente.

 

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