Biodiversità: proteggiamo il 15% della Terra ma non basta

Ancora troppe aree cruciali per la tutela della biodiversità terrestre sono senza adeguati strumenti di protezione. Il monito nel nuovo report ONU

Biodiversità: proteggiamo il 15% della Terra ma non basta

 

(Rinnovabili.it) – Con il 14,7 per cento delle terre emerse e il 12 per cento delle acque territoriali sotto protezione, il Pianeta è sulla buona strada per raggiungere uno degli obiettivi di conservazione globale stabiliti dalla Convenzione sulla diversità biologica. Ma la strada per mettere definitivamente al sicuro il patrimonio di biodiversità mondiale è ancora lunga. Il perché lo spiega il nuovo rapporto 2016 Planet Protected, lanciato in occasione del Conservation Congress dell’IUCN alle Hawaii. La relazione – redatta con la collaborazione del programma ambientale delle Nazioni Unite UNEP – mostra come nonostante i progressi, le aree cruciali della biodiversità vengano lasciate fuori dal sistema di tutela e che le specie e gli habitat chiave siano gestiti inadeguatamente e sottorappresentati.

 

“Gli enormi guadagni realizzati nel numero e nelle dimensioni delle aree protette negli ultimi dieci anni debbono essere accompagnati da miglioramenti nella loro qualità”, spiega il nuovo capo dell’UNEP, Erik Solheim. “Il mondo deve fare di più per proteggere efficacemente gli spazi biologicamente più diversi. E le aree protette devono essere meglio collegate, per consentire alle popolazioni di animali e piante di mescolarsi e diffondersi. Altrettanto importante è garantire che le comunità locali siano coinvolte in questo impegno”.

 

Secondo gli autori del rapporto oggi esistono 202.467 aree protette, che coprono quasi 20 milioni di chilometri quadrati, ossia il 14,7 per cento delle terre emerse escludendo l’Antartide. Una percentuale ancora distante da quel 17 per cento fissato come target per il 2020 dalla Convenzione sulla diversità biologica. La loro dimensione risulta essere diminuita dello 0,7 per cento rispetto all’ultima analisi effettuata dall’ONU, ma gli autori ritengono che tale calo sia da attribuire a minori flussi di dati (conseguenza ad esempio del cambiamento di alcuni confini) piuttosto che ad un’effettiva riduzione nella copertura.

 

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L’ultimo decennio ha assistito inoltre ad un notevole progresso nella protezione degli oceani a livello globale. La dimensione delle aree marine protette è aumentata da poco più di 4 milioni nel 2006 a quasi 17 milioni di chilometri quadrati di oggi, coprendo il quattro per cento degli oceani, un’area grande quasi quanto la Russia. Peccato che, attualmente, meno del 20 per cento delle aree chiave per la biodiversità siano all’interno di questi territori protetti.

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