L’Oms, Harvard e le vere cause della pandemia

Distruzione della natura, perdita di biodiversità, deforestazione selvaggia, traffico di fauna selvatica. Sono i problemi strutturali alla base della diffusione delle zoonosi e dell’insorgere di eventi pandemici. Lo sappiamo, ma non stiamo facendo abbastanza per affrontarli

Cause della pandemia: arriva la task force di Harvard per affrontarle
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L’Oms ignora le vere cause della pandemia, denuncia la coalizione Preventing pandemics at the source

(Rinnovabili.it) – Il Pianeta non ha imparato la lezione del Covid-19. Abbiamo fatto pochi passi avanti per prepararci al prossimo evento pandemico. Ma almeno questo tema è abbastanza in cima alla lista delle priorità della politica, in Europa come in molti altri paesi. Quello che dovrebbe suscitare più preoccupazione è che siamo ciechi di fronte alle vere cause della pandemia, che sono legate al rapporto tra l’uomo e la natura. E non stiamo facendo praticamente nulla per rimediare e prevenire alla radice.

È l’allarme lanciato da una taskforce internazionale, appena creata sotto il coordinamento dell’università di Harvard, che risponde alla coalizione Preventing pandemics at the source (PPS) di cui fanno parte, tra gli altri, WWF, World Resource Institute, Rainforest Alliance, Wildlife Conservation Society.

Distruzione della natura e crisi climatica, le vere cause della pandemia

Alla task force spetta il compito di colmare i buchi lasciati dall’Organizzazione mondiale della sanità.  Secondo il PPS, infatti, l’agenzia delle Nazioni Unite sta ignorando il tema delle ragioni profonde della pandemia per concentrarsi soltanto su aspetti congiunturali. Il tema della distruzione della natura e degli ecosistemi per mano dell’uomo non è presente nell’ultimo rapporto dell’Oms sulla pandemia, rileva la coalizione. E su questo tema non si è concentrato neppure l’organo esecutivo dell’organizzazione guidata dall’etiope Tedros Ghebreyesus.

“Il Covid-19 è stato un avvertimento da parte di tutta la natura per la nostra specie”, afferma Aaron Bernstein, medico del Center for Climate, Health and the Global Environment di Harvard che guida la task force. “Ma finora i leader mondiali sono lontani dall’agire”. E anche se discutono “delle azioni per prevenire le pandemie”, purtroppo “l’idea di prevenire le loro cause alla radice è appena menzionata, figuriamoci discussa”. Il punto, sostiene la task force, è semmai prevenire che le zoonosi (le malattie che possono compiere il salto di specie dall’animale all’uomo) possano diffondersi. Come? Limitando la distruzione degli habitat naturali e di ecosistemi fragili, che a sua volta moltiplica le possibilità di contatto tra uomo e animale selvatico.

La battaglia politica attorno al Covid-19 non aiuta. Se fin dal gennaio 2020 la pandemia è stata politicizzata nello scontro tra Stati Uniti e Cina – e spesso trattata come un’arma nel braccio di ferro tra le due grandi potenze globali – nelle ultime settimane si è riaffacciato nel dibattito pubblico il tema dell’incidente di laboratorio a Wuhan come origine della diffusione del virus. Un aspetto a dir poco controverso, su cui per ora non ci sono prove certe. Ma anche un tema capace di catalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica e della politica, facendo passare ancora più in secondo piano le ragioni profonde che hanno permesso alla pandemia di diffondersi.

Prevenire la prossima pandemia, in modo strutturale

A questo scopo, entro la fine dell’estate la task force di Harvard, composta da esperti di alto profilo provenienti da tutte le regioni, produrrà un documento di sintesi in cui delineerà un piano d’azione per prevenire futuri spillover. Un piano che poi sarà affidato a una serie di “ambasciatori”, figure di alto livello.

“L’attuale narrativa è fortemente sbilanciata verso la preparazione, il contenimento e le vaccinazioni del sistema sanitario”, continua Bernstein, negando che questa sia l’unica strada. E che sia la più economica. “Questo presuppone che il meglio che possiamo fare è impedire che una malattia si diffonda una volta che emerge. Ma abbiamo imparato che la nostra salvezza costa poco. I costi delle azioni per prevenire le ricadute sono una frazione del costo della gestione di una pandemia una volta che si manifesta”.

Un argomento, quello dei soldi, che è costruito per far breccia invece di usare argomenti sanitari. E che a dati e numeri che effettivamente parlano chiaro. Precedenti ricerche condotte proprio da Bernstein e colleghi hanno rilevato che i costi per prevenire la prossima pandemia, prevenendo la deforestazione e regolando il commercio di animali selvatici, sono di 22 miliardi di dollari l’anno. Cioè il 2% dei costi economici per rispondere al COVID- 19 pandemia. Le misure includerebbero la protezione delle foreste, lo stop al commercio rischioso di fauna selvatica, una migliore protezione degli animali da allevamento dalle infezioni e il rilevamento rapido delle malattie nei mercati della fauna selvatica.

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